Un’indagine condotta dalla CNA Umbria su oltre 900 imprese ha rivelato un cauto ottimismo per le prospettive economiche del 2024, con la maggioranza delle aziende che prevedono fatturati in crescita o stabili. Nonostante l’ottimismo, emergono preoccupazioni, soprattutto nel settore delle costruzioni e nella manifattura, legate rispettivamente alla revisione dei bonus casa e all’attuazione del pacchetto “Industria 5.0”. Ad illustrare i dati il presidente Michele Carloni e il direttore Roberto Giannangeli
“Se fino allo scorso anno il reperimento della manodopera era la priorità per la maggioranza di esse, nel 2024 la precedenza va alla ricerca di nuovi clienti e nuovi mercati per i propri prodotti o servizi”,secondo Cna si nota un cambiamento nelle priorità aziendali, evidenziando la necessità di espandere i mercati di riferimento. Tra gli ostacoli alla crescita,le imprese identificano “l’eccesso di fisco e burocrazia” e la “carenza di manodopera specializzata” come le principali barriere.
Un problema significativo riguarda la Tari, la tassa sui rifiuti solidi urbani, che viene vista come ingiusta da molte imprese. “Il risultato è che moltissime imprese pagano due volte sulle stesse porzioni di aree di lavoro”, denunciano le aziende, chiedendo una maggiore chiarezza e giustizia nella gestione di questa tassa.
Per rendere l’Umbria più attraente, le imprese suggeriscono di “investire in infrastrutture stradali e ferroviarie, per limitare lo storico isolamento della regione: gli ottimi risultati ottenuti dall’aeroporto di Perugia, infatti, non sono sufficienti a garantire i collegamenti necessari”. Ma ben il 17% delle imprese ritiene che riqualificare il servizio sanitario pubblico potrebbe attrarre residenti ed evitare la migrazione verso altri territori”.
Rispetto alla mancanza di manodopera, ben 58 imprenditori su 100 sarebbero disponibili ad assumere immigrati regolari per coprire i posti di lavoro per i quali manca la disponibilità dei lavoratori italiani. Un dato sorprendente riguarda i difficili rapporti con la pubblica amministrazione.
” e di migliorare il “servizio sanitario pubblico”. Circa il 58% degli imprenditori intervistati sarebbe anche disposto ad assumere “immigrati regolari per coprire i posti di lavoro per i quali manca la disponibilità dei lavoratori italiani”.
La crescita economica locale, per il 70% degli intervistati, “passa dalla crescita dimensionale delle imprese e dall’industrializzazione del turismo”. Il 60% crede che “una spinta alla crescita potrebbe arrivare dalla valorizzazione delle produzioni locali e dell’artigianato di qualità”.
Le imprese puntano a rilanciare i centri storici migliorando “la gestione degli accessi, dei parcheggi e dei trasporti”, piuttosto che concentrarsi sulle zone a traffico limitato. Queste informazioni verranno utilizzate per formulare proposte concrete ai candidati sindaco nei principali Comuni umbri durante le prossime elezioni.
