L’ospedale torna al centro della discussione politica con il dibattito che si è acceso in seguito alla proposta di ristrutturazione presentata dagli ex direttori Giovannini e Ruscica. Essi propongono un intervento completo, finanziato con risorse pubbliche e il supporto del terzo settore, basandosi su una legge regionale apposita. Il piano prevede un nuovo parcheggio multipiano, una struttura di 15.000 metri quatri per 300 posti letto e una riorganizzazione degli spazi esistenti. E ancora: aree di sosta specializzate, modifica alla viabilità e nuova portineria, realizzazione della piazzola elisoccorso, con demolizione della vecchia sede dell’università.Un compromesso tra il project financing con Salini, al quale sta lavorando la Regione, e l’idea di una nuova struttura tutta pubblica da fare con fondi Inail.
La risposta a questa proposta non si è fatta attendere. Riccardo Corridore, coordinatore regionale di Alternativa Popolare e candidato presidente, ha espresso una netta contrarietà: “L’amministrazione comunale rimane ampiamente disponibile al confronto su un tema di fondamentale importanza – tuona Corridore – ma non accetterà mai compromessi al ribasso”. Questa dichiarazione segnala una chiara preferenza per la costruzione di un nuovo ospedale che possa rispecchiare gli standard moderni di efficienza e funzionalità, sostituendo la vecchia struttura, la più datata dell’Umbria.
L’opposizione di Corridore al progetto di ristrutturazione è marcata e sottolinea le sue preoccupazioni riguardo alla capacità di un rinnovamento di rispondere adeguatamente alle esigenze attuali: “Non è accettabile abbandonare l’idea che la città possa aver una struttura innovativa, all’altezza dei nostri tempi, tecnicamente funzionale”, ha aggiunto. Le sue preoccupazioni includono deficit strutturali e inefficienze energetiche, oltre a standard inadeguati nelle degenze.
La tensione tra la proposta degli ex direttori e la risposta politica illustra un chiaro divario tra il desiderio di migliorare l’esistente e l’urgenza di innovare con soluzioni radicali. La popolazione di Terni, come emerge dai commenti sui social media, sembra richiedere un deciso cambio di direzione, esprimendo frustrazione per anni di trascuratezza rispetto ad altre aree della regione.
Corridore chiude con una chiamata al dialogo, pur stabilendo condizioni non negoziabili: “L’amministrazione comunale non accetterà mai compromessi al ribasso”. Il percorso verso una decisione condivisa sarà complesso, richiedendo un confronto aperto e onesto tra tutti gli stakeholder per garantire che le scelte future siano nel migliore interesse dei cittadini.
In una replica, Giovannini e Ruscica tornano all’attacco: ” Il cuore della proposta risiede nella sostenibilità finanziaria dell’intervento e nel miglioramento della vivibilità dell’ospedale e del quartiere circostante. Confrontata con le alternative, che prevedono la costruzione di una struttura completamente nuova e presuppongono un notevole indebitamento, la proposta attuale mira a un equilibrio finanziario più sostenibile. Secondo le stime, il project financing potrebbe generare un debito di 200 milioni di euro, che con gli interessi di 30 anni potrebbe raddoppiare, mentre l’opzione INAIL comporterebbe un canone annuo di 7,5 milioni di euro a tempo indeterminato, circa il 2,5% dell’investimento totale”
E aggiungono:”Esemplificando solo la rata annua da corrispondere all’INAIL risulterebbe pari al costo per un anno intero di un insieme di 40 medici più 80 infermieri; mentre per il project la rata sarebbe circa il doppio, anche se solo per 30 anni,” evidenziano i proponenti, sottolineando le loro preoccupazioni per la sostenibilità finanziaria”.
“Gli altri ospedali regionali – proseguono -sono stati finanziati con fondi statali, mentre per Terni entrambe le ipotesi di finanziamento prevedono che siano i cittadini a sostenere i costi. La proposta di un intervento meno oneroso e più sostenibile è una scelta consapevole per una città che non vede l’attuale struttura ospedaliera in condizioni tanto critiche da giustificarne la completa dismissione”
“Non possiamo non richiamare l’attenzione sui riflessi, di natura politica, amministrativa e sociale, di scelte incaute per un contesto già critico come quello ternano”, concludono Ruscica e Giovannini.

[…] La questione del nuovo ospedale di Terni, dice in una il Consigliere Regionale della Lega, Daniele Carissimi, resta in bilico tra promesse mancate e una gestione inefficace. Nonostante gli impegni presi quattro anni fa, attraverso mozioni e emendamenti di cui Carissimi è stato primo firmatario, il progetto non ha ancora visto significativi progressi. L’esponente del Carroccio interviene a margine del dibattito fra il Comune e i proponenti una nuova struttura, gli ex direttori Giovannin…. […]