Mascia Aniello non ci sta e rilancia. Dopo il comunicato della Giunta – tranne l’assessore Cardinali, coinvolto nella vicenda- in risposta alle sue dimissioni, l’ex titolare dell’ambiente replica con una nota.
Aniello ha accusato apertamente la giunta di ignorare le sue segnalazioni sugli abusi verbali subiti e ha promesso di portare prove concrete in ogni sede opportuna.
“Soltanto pochi giorni fa, con telefonate e messaggi, parte dello stesso esecutivo locale esprimeva in privato sincero turbamento per il contegno del collega,” ha dichiarato, invitando i coinvolti a procedere con le verifiche del caso.
La questione centrale sollevata da Aniello riguarda però il comportamento del sindaco. Ha criticato l’approccio del primo cittadino alla violenza, ponendo una domanda provocatoria: “Solo la violenza sessuale è violenza?” Ha poi sottolineato come, nonostante le raccomandazioni critiche del consulente del sindaco sulla megadiscarica, nessuna di queste sia stata inclusa nel Protocollo di Intesa tra AST e Comune. “Stavo lasciando la giunta già allora, proprio per questo motivo, ma sono stata stoppata dal sindaco” ha spiegato Aniello.
Aniello ha accusato il sindaco di tradire il programma elettorale e di agire a esclusivo vantaggio di un’azienda fortemente inquinante, contraddicendo le promesse fatte ai cittadini. “Assicurare una cosa e farne un’altra, tradendo il programma elettorale a esclusivo vantaggio dei laudatores di un’azienda altamente inquinante,” ha dichiarato, paragonando la situazione attuale a una mistificazione, simile a quelle descritte da Noam Chomsky. “Cambiati i suonatori, resta identica la mistificazione giocata ai danni dell’ambiente e della salute pubblica a Terni,” ha aggiunto.