Edilizia a Terni crescono occupati, stipendi e investimenti: “Ora la sfida di green e sostenibilità”

Il rapporto semestrale dell'osservatorio Ance Umbria conferma come il settore abbia trainato anche l'economia del territorio. Ora però c'è da lavorare per mettere a norma uno stock edilizio molto vecchio

Non solo siderurgia. A Terni cresce anche l’edilizia ed in generale tutto il comparto costruzioni. Lo dice il rapporto semestrale dell’osservatorio Ance Umbria ““Il mercato delle costruzioni in Umbria – Tendenze e opportunità”, presentato presso la sede di Ance Umbria a margine di un più ampio evento dedicato alla sostenibilità del settore edile intitolato La sostenibilità e le imprese di costruzioni” e promosso con  AIS – Associazione Infrastrutture Sostenibili e GBC – Green Building Council Italia allo scopo di favorire la crescita e la competitività delle imprese aderenti, sensibilizzandole sulle opzioni e gli strumenti utili per avviare un percorso sostenibile.

In un quadro regionale che ha visto nel 2023 il comparto delle costruzioni segnare l’11 percento del Pil regionale (molto più della media nazionale, ferma al 5), contribuendo a una crescita economica regionale dello 0,7 percento, Terni fa segnare numeri importanti. Gli operai attivi sono cresciuti del 5,1 percento (11 a Perugia) nei primi quattro mesi del 2024; le ore lavorate sono cresciute del 7.8 percento (15,2 a Perugia) da ottobre 2023 ed aprile 2024 e la massa salari è cresciuta del 10,5 percento nello stesso periodo (17.8 a Perugia). E proprio in questi giorni il Tesef, l’ente ternano di formazione e sicurezza nel settore edile, ha lanciato un nuovo bando per la formazione dedicato a chi vuole lavorare in quest’ambito

A livello regionale, gli investimenti nelle costruzioni sono aumentati nel 2023 del 4,7 percento con una percentuale di occupati cresciuta del 22,9 percento (22,5 rispetto all’anno precedente).

A Terni, come anche  a Perugia, scende il mercato immobiliare residenziale (calo di 11,8 percento, a Perugia 12.7) con una  domanda abitativa che resta molto alta a livello regionale: il 9 percento delle famiglie umbre desidera una casa più grande, ma è frenato dai problemi ambientali e dalla accessibilità del trasporto pubblico. A livello regionale, cresce la spesa in conto capitale per le opere pubbliche (49,5 nel 2023, con un aumento ulteriore del 46,1 nei primi mesi del 2024), ma la rimodulazione del Pnrr, fa sapere il report, potrebbe costare fino a 150 milioni di euro, a causa del definanziamento di alcuni progetti sul territorio, soprattutto per rigenerazione urbana e infrastrutture sociali.

La vera prova di maturità per l’Umbria sarà però con l’applicazione delle direttive green in materia di efficientamento energetico: l’Umbria ha infatti uno stock edilizio che vede il 74 percento degli edifici residenziali costruiti prima delle normative antisismiche ed energetiche

Sul palco dell’Auditorium sistema edilizia di Perugia si sono alternati numerosi protagonisti del settore edilizio, oltre ai presidenti di Ance Umbria, Albano Morelli, di Ance Perugia, Giacomo Calzoni e di Ance Terni, Massimo Ponteggia.

Il filo conduttore dell’evento è stata la sostenibilità, ormai non più soltanto una opzione, bensì una necessità, sia dal punto di vista economico, con gli istituti di credito sempre più attenti ai criteri ESG, sia da quello strategico, perchè garantisce competitività, innovazione e rispetto ambientale.

 

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