Il centro storico di Terni ha perso 82 negozi di prossimità negli ultimi 10 anni sono scomparse. Lo dice l’indagine SWG di Confcommercio sul commercio di prossimità.
Secondo l’Osservatorio sulla demografia d’impresa di Confcommercio, Terni ha visto il centro storico ha visto una riduzione nell’ultimo quadriennio dell’8,38 percento dei negozi, contro il 5,01% nelle periferie. Il confronto tra i dati del 2012 e quelli del 2023 mostra che invece che il centro storico di Terni ha visto un calo del 21,13 percento dei negozi di prossimità e del 17.8 percento nel resto del territorio.
I dati su Perugia dicono: 108 negozi persi nel centro storico in 10 anni, il 30,95% delle sue attività commerciali, rispetto al 13,98% del resto del territorio comunale; mentre negli ultimi 4 il dato è di -12,04% dei negozi nel centro storico, mentre nelle periferie il calo è del 7,16%.
“I risultati dell’indagine qualitativa Confcommercio-SWG resi noti oggi confermano ciò che diciamo da tempo: senza negozi di prossimità le nostre città e i nostri borghi sono avviati alla desertificazione. Finalmente questa consapevolezza e questa preoccupazione si stanno facendo largo anche tra i cittadini”, dice Giorgio Mencaroni, presidente di Confcommercio Umbria, commentando i dati dell’indagine realizzata in collaborazione con SWG.
Il progetto Cities, di cui l’Umbria e in particolare Perugia sono protagonisti nella fase di sperimentazione, mira a contrastare la desertificazione commerciale e a sviluppare il valore sociale delle economie di prossimità. Secondo la ricerca, gli italiani preferiscono vivere in quartieri con numerosi esercizi di prossimità, ritenendo che questi rafforzino le comunità (64 percento degli intervistati), aumentino la sicurezza (57) e facciano crescere il valore delle abitazioni (fino al 26 percento in più).
“Crediamo che nell’alleanza tra imprese, cittadini, interlocutori politici sia la chiave per invertire una tendenza in atto, la cui pericolosità è ormai sotto gli occhi di tutti”, sottolinea Mencaroni. I negozi di vicinato, infatti, svolgono un ruolo sociale insostituibile anche nell’era digitale, come confermato dagli stessi cittadini. La percezione comune è che le categorie merceologiche più a rischio siano l’abbigliamento (46 percento) e i servizi essenziali, inclusi gli alimentari (42).
“Come abbiamo già denunciato, questo trend ci preoccupa, ma chiama in causa tutti, perché significa meno servizi, vivibilità, sicurezza, attrattività”, ha concluso Mencaroni. Contrastare il fenomeno della desertificazione commerciale è uno degli obiettivi del progetto Cities, che intende contribuire alla riqualificazione e rigenerazione dei centri urbani e sostenere le economie di prossimità. Grazie al progetto Cities, Confcommercio ha attivato 12 cantieri di innovazione urbana in Italia, con Perugia tra i protagonisti.
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