Il Globus Tenda rinasce da tre progetti, quelli vincitori del bando della provincia per la riqualificazione del bene, da tempo in difficoltà e oggetto di costante vandalismo.
I progetti presentati riguardano la creazione di contenitori polifunzionali a servizio delle scuole, della comunità e dei privati con spazi per servizi, convegni, eventi e anche attività sportive e ricreative. A vincere il bando per la riqualificazione dell’area ex Globus Tenda e l’ex casa del custode a pochi metri di distanza: a vincere è l’impresa facente capo all’ingegnere Mirko Pone di San Sebastiano al Vesuvio: i suoi progetti esagonali hanno convinto la commissione che però poi ha premiato anche gli altri due progetti, uno dell’architetto amerino Mario Vagata e l’altro realizzato da un team di architetti ed ingegneri per conto dell’architetto Francesco Nicolai di Santa Fiora (Grosseto).
Ora viene il difficile perchè come ha spiegato la Provincia in conferenza stampa, si tratta di dover trovare materialmente i soldi, visto che non basteranno ovviamente quelli del Pnrr. Abbiamo 171 milioni del Pnrr, ma ovviamente non bastano. Apriamo ad un project financing – aveva spiegato la Pernazza- quindi ai privati. La Provincia farà la sua parte, vendendo alcuni beni di proprietà ormai inutili, come ad esempio la palazzina dell’ex provveditorato e investendo il ricavato e inoltre punteremo anche su altri fondi europei. Per i concorsi di progettazione la Provincia ha avuto la possibilità di usufruire di 500.000 euro del fondo messo a disposizione dall’Agenzia per la Coesione territoriale, di cui solo una parte utilizzati realizzando così anche un’economia.”.
Una situazione che rimescola la graduatoria perchè l’eventuale ingresso di un privato fa si questo possa optare il finanziamento di uno qualunque dei progetti vincitori, senza tenere conto della graduatoria
Dopo un lungo periodo di inattività, la zona è tornata nelle disponibilità provinciali nel marzo 2021. Il piano di rifunzionalizzazione mira a trasformare questo spazio, mantenendo un equilibrio tra il recupero del patrimonio esistente e la creazione di nuove strutture polifunzionali.Uno degli elementi chiave del progetto riguarda la cosiddetta “palazzina di viale Trieste”, un edificio che in passato ospitava uffici ma che, dopo due tentativi falliti di alienazione, è rimasto nel patrimonio disponibile della Provincia. L’edificio è soggetto a un vincolo monumentale, il che implica particolari attenzioni e limitazioni negli interventi di ristrutturazione e rifunzionalizzazione. Secondo il documento di indirizzo alla progettazione pubblicato nell’agosto 2022, la definizione delle nuove funzioni e attività da assegnare alla palazzina dovrà avvenire nel rispetto di tali vincoli e dei limiti edificatori del sedime.
Il documento pubblicato dalla Provincia contempla anche la possibilità di sviluppare il progetto attraverso iniziative di partenariato pubblico-privato. Questa opzione potrebbe offrire opportunità di investimento e collaborazione con soggetti privati, garantendo così un maggiore impatto positivo sul territorio e una gestione sostenibile delle nuove strutture. Il costo complessivo stimato per la rifunzionalizzazione dell’area ammonta a circa 2,4 milioni di euro, una cifra considerevole che riflette l’ampiezza e la complessità degli interventi previsti.
Le linee di intervento delineate dalla Provincia prevedono, tra le altre cose, la demolizione e rimozione delle strutture esistenti, ad eccezione della palazzina di viale Trieste, che sarà oggetto di un processo di rifunzionalizzazione. Verranno inoltre realizzati nuovi volumi e/o strutture all’aperto, con particolare attenzione alla creazione di spazi polifunzionali destinati ad attività aggregative, divulgative e ricreative. Il progetto include anche la sistemazione esterna dell’area residua e la realizzazione completa dell’impiantistica necessaria a supportare le nuove strutture.
Il progetto di riqualificazione sarà supervisionato da un team di esperti, che avranno il compito di assicurare che gli interventi siano realizzati in conformità con le linee guida stabilite, garantendo al contempo il rispetto dei vincoli monumentali e la sostenibilità del progetto.


