Alessandro Eroli, capostipite della storica casata dei Marchesi Eroli, è deceduto improvvisamente all’età di 67 anni. L’uomo, che avrebbe compiuto 68 anni nel prossimo mese di ottobre, era una figura ben nota nella città di Narni. Il suo decesso è stato un colpo inaspettato per molti, dato che Alessandro era stato visto in giro per la città fino a pochi giorni prima del ricovero in ospedale.
L’aggravarsi improvviso delle sue condizioni di salute ha sconvolto amici e familiari. Solo venerdì scorso, Eroli aveva manifestato i primi segni di malessere. Vista la situazione, la famiglia ha deciso di ricoverarlo in ospedale il giorno seguente. Purtroppo, il suo quadro clinico è rapidamente peggiorato, portando alla sua scomparsa nelle prime ore di questa mattina.
Alessandro Eroli era conosciuto per il suo carattere riservato, ma allo stesso tempo per la sua innata capacità di far sorridere chi gli stava vicino. Era noto per raccontare con piacere gli aneddoti della sua gioventù, specialmente quelli legati ai tempi della scuola. Questi ricordi spensierati includevano le giornate trascorse nelle aule dell’ex seminario e i pomeriggi passati a studiare nella “Sala del camino” di Palazzo Eroli, luogo che spesso ospitava un ristretto gruppo di amici. Durante la sua adolescenza, Alessandro era un appassionato di calcio e pallavolo. Spesso si recava nelle zone di Miriano e Santa Lucia, dove si riuniva con i coetanei per giocare sul prato di una villa situata nella zona del Montagnone.
Conclusi gli studi, Alessandro entrò subito nel mondo del lavoro, dapprima come impiegato in un’azienda edile e successivamente in banca. Lavorò presso la Cassa di Risparmio di Narni, che in seguito divenne Carit, dove rimase fino al raggiungimento dell’età pensionabile. Durante la sua carriera in banca, Alessandro scalò i ranghi interni fino a diventare funzionario addetto al controllo delle agenzie.
Alessandro Eroli lascia la moglie Paola e due figli: Francesca, di 37 anni, e Carlo, di 28 anni. I funerali si terranno nel pomeriggio del 20 agosto presso la chiesa di San Francesco a Terni.