Gli impianti di Arvedi Ast si preparano a riprendere l’attività dopo le consuete manutenzioni estive, con lavori che hanno coinvolto diverse aree dello stabilimento, mentre si attendono novità sul piano industriale, del quale per ora non c’è alcuna traccia
Le manutenzioni ordinarie estive presso lo stabilimento Arvedi Ast stanno giungendo al termine, segnando la conclusione del fermo estivo che ha coinvolto diverse aree strategiche dell’impianto. I lavori hanno interessato i forni, l’area a caldo, i convertitori, gli impianti di colaggio e il treno a caldo. Tra gli interventi più rilevanti, si segnalano il rifacimento del forno Walking Bean e le delicate operazioni di rimozione dell’amianto, alcune delle quali sono state avviate mesi fa e sono in fase di completamento proprio in questi giorni.
Un altro nodo cruciale è rappresentato dai ritardi nella completa realizzazione delle nuove impiantistiche. L’operatività dell’impianto Tapojarvi, dedicato alla gestione delle scorie, è slittata al 2025, e le sperimentazioni sul filler End of Waste procedono a rilento. I residenti di Prisciano segnalano che, a causa di questi ritardi, la gestione delle scorie rimane insufficiente, con conseguenti impatti negativi sulla qualità della vita.Dopo una diffida del Comune e la limitazione delle lavorazioni notturne, l’azienda finlandese e l’assessore Sergio Cardinali sono in fase di discussione per individuare soluzioni che possano garantire una migliore qualità della vita ai residenti. Tuttavia, l’efficacia delle misure adottate finora resta sotto osservazione. L’azienda dice che i problemi sono risolti, ma i residnti segnalano ulteriori nubi nere.
La gestione delle scorie a cielo aperto porta con sé degli “effetti indesiderati” per gli abitanti di Prisciano, anche quando la produzione è ferma. Infatti, basta che ci sia un pò di vent che le scorie si alzano in aria andando a ricoprire il quartiere di Prisciano, imprigionandolo in una “nuvoletta” bianca”.
Nel frattempo, le Rappresentanze Sindacali Unitarie (RSU) si sono fatte sentire, sollecitando nuove assunzioni per far fronte alle esigenze produttive dell’azienda e per garantire un adeguato ricambio generazionale nel personale. Le richieste sindacali mirano a rafforzare l’organico e a supportare la ripartenza delle attività con un team adeguato e preparato.
“L’azienda ha detto che ci sarà un grade numero di ordini – sottolinea Marco Bruni, delle Rsu Ast – e questo ci rallegra. Abbiamo però aree scoperte e per questo avevamo chiesto di prendere in considerazione nuove assunzioni, ne servirebbero alcune decine in vista proprio di questi grandi volumi”. Intanto l’azienda continua ad importare semilavorati dall’Indonesia.