“Sono fatti miei”. Neanche fosse Raz Degan nella celebre pubblicità dell’amaro, il vicesindaco Riccardo Corridore risponde stizzito al Messaggero che gli contesta – l’ingresso, pare certificato, nella Ztl con la sua Mercedes intestata alla zia disabile (una signora con la 104).
Corridore parla di “questione infondata” ma come precisa l’articolo del quotidiano, “il regolamento della Ztl prevede che un invalido possa accedere alla Ztl oppure possa farlo qualcun altro alla guida se il disabile a cui è intestata l’auto è abordo della stessa. Ci sono anche altre ragioni per cui si può entrare nella Ztl senza averlo a bordo: ad esempio se lo si va a prendere, ma sono casi in cui se si viene fermati dai vigili urbani, può esserci la richiesta di provare l’effettiva necessità”.
Il Messaggero, peraltro, sottolinea come proprio l’interessato avesse stigmatizzato quelli che chiamava “i furbetti del permesso”.
No comment del vicesindaco, ma la vicenda scoppierà sicuramente in consiglio comunale visto che diversi consiglieri di opposizione hanno già fatto caso al dettaglio. Particolarmente l’esponente di Fdi Cinzia Fabrizi ma non solo. Anche perchè la macchina “importante” di Corridore davanti agli ingressi del Comune riservati agli amministratori o in ztl non passa certo inosservata
[…] prevedibile, è arrivata la replica del vicesindaco Riccardo Corridore, dopo il caso sollevato da Il Messaggero sul presunto uso improprio del permesso Ztl intestato alla zia disabile di 89 anni. In un post, […]