Energia, Ast: “Basta espropri, collegamento diretto con Galleto per autoprodurre”

Installazione del gruppo Arvedi fuori dalla facciata di uno degli edifici. Dal 4 ottobre mostra sull'idroelettrico presso gli spazi espositivi del PalaSì

Dopo l’incontro con i sindacati sul tema Ast- energia, tocca all’azienda dire la sua. Nessun accenno all’accordo di programma ma se ne parla in relazione ad una iniziativa di sensibilizzazione messa in atto dall’azienda. “Il tema dell’energia è una delle questioni più dibattute tra le aziende italiane e lo è in particolare per Arvedi Ast, sito produttivo altamente energivoro che vede compromessa la propria competitività sul mercato a causa di un costo energetico due/tre volte superiore rispetto a quello di altri competitor europei”, scrive l’azienda.

Da stamattina 6 settembre,  “per condividere con tutti i lavoratori un fattore discriminante e distorsivo della concorrenza, ragione per cui l’Azienda si batte sui tavoli istituzionali, nazionali ed europei, con il supporto di Regione Umbria,  per ottenere un equo costo dell’energia”, è stato affisso davanti alla sede di viale Brin, davanti ad uno degli edifici  affacciati sul principale piazzale interno del sito di Viale Brin, un maxi poster. Da un lato, l’affissione un lato ripercorre la storia dell’esproprio del ramo d’azienda elettrico della Terni e del mancato indennizzo per cui negli anni numerose istituzioni, a livello nazionale e locale, hanno assunto l’impegno di addivenire ad una soluzione compensativa per Terni e per Acciai Speciali Terni S.p.A., senza però giungere – sino ad oggi – ad una soluzione condivisa e definitiva; dall’altro mette in evidenza i “numeri” della sperequazione in termini di costi che AST deve subire rispetto agli altri suoi concorrenti europei, evidenziando come in qualche caso il costo della bolletta energetica sia quasi triplicato.

Ast scrive che a suo dire una soluzione ci sarebbe: “Basterebbe  – scrive l’azienda – ripristinare le condizioni originali di autoproduzione con il collegamento diretto esistente con la centrale Eenl di Galleto. Questo consentirebbe l’approvvigionamento di energia elettrica per i suoi fabbisogni a costi comparabili a quelli di analoghe forniture nei Paesi europei e in linea con le società auto-produttrici di energia elettrica. AST vedrebbe in questo modo ristabilite le condizioni che hanno permesso la nascita di un sito produttivo capace di superare i più gravi periodi di crisi”.

Eloquente in proposito il titolo che accompagna l’affissione: “Abbiamo il diritto morale di avere le nostre centrali o di essere pagati da chi le ha espropriate”.

L’iniziativa al PalaSì

Del tema si parlerà anche in una mostra che verrà allestita a partire del 4 ottobre e fino al 23 ottobre  al PalaSì, dal titolo “La Grande Opera”. L’esposizione accenderà i riflettori su una delle più importanti realizzazioni idrauliche della storia, testimonianza del grande contributo dato dalle acciaierie ternane allo sviluppo energetico del paese: il sistema di condotte, turbine per l’adduzione delle acque dal Velino e la conseguente trasformazione della potenza della Cascata delle Marmore, in energia

La mostra sarà un percorso immersivo dedicato alle acque e al polo siderurgico ternano con pannelli esplicativi sull’intero sistema idroelettrico realizzato nel corso degli anni dalle Acciaierie, focus sulla storia dell’industrializzazione a Terni, dalle origini al gruppo Arvedi con spazi dedicati ai siti presenti nell’area di Marmore – Campacci ed una sezione didattica pensata per le scuole con la storia della produzione dell’acciaio a Terni e le necessarie infrastrutture per produrlo.

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