Più lavoro, ma meno stipendio: Terni batte Perugia per 8 euro, media nazionale lontana

A certificare l'ennesimo triste dato per l'Umbria è la Cgia di Mestre. Il salario medio annuo di un dipendente a Terni è di 20.228 euro

Il lavoro c’è ma lo stipendio è basso. A certificare l’ennesimo triste dato per l’Umbria è la Cgia di Mestre. Terni batte Perugia, ma per soli 8 euro l’anno in più I dati mostrano che entrambe le città umbre si collocano a metà classifica nazionale per quanto riguarda le retribuzioni medie, ben al di sotto della media nazionale.

Secondo l’elaborazione dei dati Inps a cura dell’ufficio studi degli artigiani mestrini, il salario medio annuo di un dipendente a Terni è di 20.228 euro, contro i 20.220 euro di Perugia. Entrambi questi valori sono inferiori alla media nazionale, che si attesta a 20.839 euro l’anno. Tuttavia, le due città umbre rimangono lontane sia dal picco massimo di Milano, dove il salario medio supera i 32mila euro l’anno, sia dal minimo registrato a Vibo Valentia, dove la media è di soli 12.923 euro annui.

Lo stipendio medio giornaliero a Terni è di 81,42 euro, leggermente superiore agli 81,39 euro di Perugia, ma ben al di sotto della media nazionale di 93,46 euro al giorno. Nonostante queste differenze, l’Umbria mostra un primato positivo in termini di giornate lavorate. Terni e Perugia condividono lo stesso numero medio di giornate retribuite all’anno, pari a 248,4, superiore alla media italiana di 244,4.

L’Umbria si distingue per una maggiore presenza lavorativa, ma gli stipendi rimangono più bassi rispetto alla media nazionale, con un divario ancora più marcato rispetto a grandi città come Milano. Il confronto tra le due città umbre, Terni e Perugia, evidenzia una differenza quasi impercettibile a livello di retribuzioni, confermando però una situazione salariale meno favorevole rispetto al resto del Paese.

I dati nazionali

Gli stipendi in Italia variano notevolmente tra le regioni del Nord e quelle del Sud. I lavoratori delle regioni settentrionali guadagnano in media il 35% in più rispetto ai colleghi del Sud, con una retribuzione giornaliera lorda di 101 euro contro i 75 euro del Mezzogiorno. Questa disparità salariale riflette in parte la differenza di produttività del lavoro: al Nord è superiore del 34% rispetto al Sud.

A livello regionale, la Lombardia registra uno stipendio medio annuo lordo di 28.354 euro, mentre in Calabria la cifra si riduce a poco più della metà, attestandosi a 14.960 euro. In termini di produttività, la differenza è ancora più evidente: i lavoratori lombardi generano 45,7 euro per ora lavorata, mentre in Calabria il valore scende a 29,7 euro

Un altro aspetto cruciale riguarda la quantità di ore lavorate. Il problema dei “lavoratori poveri” non sembra legato tanto a salari minimi troppo bassi, ma piuttosto al fatto che molti lavoratori sono impiegati per un numero insufficiente di ore durante l’anno. Il CNEL ha sottolineato la necessità di contrastare l’abuso dei contratti a tempo ridotto, piuttosto che intervenire esclusivamente con l’istituzione di un salario minimo legale. Inoltre, per aumentare gli stipendi, in particolare quelli dei lavoratori con qualifiche professionali minori, sarebbe necessario continuare con il taglio dell’Irpef e promuovere la contrattazione decentrata.

Analizzando le retribuzioni medie a livello provinciale, Milano si conferma la città con gli stipendi più elevati nel 2022, con una media annua di 32.472 euro. Seguono Parma (26.861 euro), Modena (26.764 euro), Bologna (26.610 euro) e Reggio Emilia (26.100 euro). Il settore produttivo ad alto valore aggiunto presente in queste zone, come l’automotive, la meccatronica e il biomedicale, contribuisce a garantire stipendi elevati.

Al contrario, le province con le retribuzioni più basse si trovano nel Sud: Trapani, con una media di 14.365 euro l’anno, seguita da Cosenza (14.313 euro) e Nuoro (14.206 euro). Vibo Valentia si attesta all’ultimo posto, con una retribuzione annua media di soli 12.923 euro, ben al di sotto della media italiana, che è di 22.839 euro.

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1 anno fa

Il problema degli stipendi da fame è NAZIONALE. Siamo la Nazione in Europa dove sono cresciuti di meno ma sembra andare bene a tutti visto il silenzio politico e sindacale. Contenti voi…

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1 anno fa

Si sa che i stipendi sono da fame a Terni..da anni ormai

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