Fumata grigia, tendente al nero, sul fronte dell’Accordo di programma per Ast. Nessuna nuova, in questo caso non corrisponde a buona nuova e quindi sarà chiarifcatore l’incontro convocato dal Mimit per l’8 ottobre prossimo, così come annunciato dalla Rgione.Al centro del confronto l’avanzamento degli investimenti che riguardano il sito Ast. A partecipare saranno, oltre a Ministero ed Enti locali, i rappresentanti dell’azienda e dei sindacati.
I sindacati però nel frattempo sono intervenuti all’audizione della Commissione Attività produttive della Camera dei Deputati sulle prospettive di realizzazione del piano industriale di rilancio dello stabilimento Arvedi Acciai Speciali Terni (Ast) e il quadro non è positivo. Dopo l’incidente e l’annuncio della Cassa integrazione, poi fermata “per l’efficacia delle iniziative
sindacali”, il quadro non si sblocca. Lo dicono in una nota Loris Scarpa, coordinatore nazionale siderurgia per la Fiom- Cgil e e Alessandro Rampiconi, segretario generale Fiom-Cgil di Terni
“La motivazione degli ammortizzatori sociali assume una rilevanza nazionale per un possibile ridimensionamento degli investimenti. Si tratta di investimenti assolutamente necessari per mantenere gli impianti all’avanguardia e per dare avvio alla decarbonizzazione – scrivono – nonché per dare una prospettiva certa agli attuali livelli occupazionali e all’indotto.
Nel prossimo incontro al Mimit ribadiremo che la città di Terni e l’Italia non possono permettersi di rinunciare al rilancio dello stabilimento Arvedi Ast. La mancata definizione di un accordo di
programma anche discusso con i sindacati e l’assenza di investimenti comprometterebbero la tenuta complessiva della siderurgia italiana e di un territorio in forte declino industriale”.
Un quadro ribadito anche dalle deputate umbre Anna Ascani (Pd), Elisabetta Piccolotti (AVS) ed Emma Pavanelli (M5S): “Le audizioni della proprietà della Ast di Terni e delle rappresentanze sindacali oggi in Commissione Attività Produttive alla Camera confermano un quadro molto preoccupante. Il continuo rinvio della firma dell’accordo di programma con il Ministero delle Imprese e del Made in Italy sta infatti determinando la sospensione di una parte degli investimenti consistenti che Arvedi aveva annunciato per il sito ternano e mette a rischio anche la possibilità di utilizzare i fondi PNRR previsti nei tempi prestabiliti. Il Governo aveva preso degli impegni sul rilancio della siderurgia e anche nello specifico assicurando il proprio contributo al fine di accrescere la competitività degli impianti ternani, procedere sulla strada della decabornizzazione e tutelare la salute dei cittadini ternani. Troppi mesi sono già andati persi, nel frattempo anche il quadro internazionale è cambiato e soltanto con l’annuncio della cassa integrazione, e le conseguenti azioni sindacali e politiche, la Presidente Tesei si è decisa a riprendere il dialogo con le parti e il Ministro Urso a convocare anche i rappresentanti dei lavoratori. Ora chiediamo che vengano trovate soluzioni coerenti e credibili, capaci di dare risposte veloci al problema del costo dell’energia che a quanto dichiarato dalla proprietà è al centro della trattativa. Per parte nostra, come opposizioni, non permetteremo che i riflettori vengano spenti su Terni e sul suo futuro”