Sta per tornare il Provveditorato di Perugia e quindi dell’Umbria nel dipartimento carcerario. L’annuncio è del Sappe, il sindacato autonomo di polizia penitenziaria. Il dispositivo formale per il ritorno in Umbria della gestione del sistema carcerario regionale – attualmente accorpata alla Toscana è in mano alla presidenza del Consiglio, che dovrebbe trasformarla in un decreto col quale si dovrebbe riportare in Umbria il provveditorato.
La nota arriva – non casualmente, verrebbe da dire – sotto elezioni. “Si tratta – sottolinea il Sappe – di risultato eccezionale è stato reso possibile grazie al nostro costante impegno e alla collaborazione strategica con le Forze politiche della Lega e di Fratelli d’Italia. La nuova struttura garantirà, nuovamente, una gestione più autonoma ed efficace delle carceri umbre, oltre che di quelle delle Marche, segnando un passo avanti fondamentale per la sicurezza e l’efficienza dell’amministrazione penitenziaria regionale”.
Motore dell’azione insieme al Sappe è stato, si legge in una nota, il sottosegretario alla Giustizia Andrea Ostellari, sotenuto daFratelli d’Italia, nelle persone del sottosegertario all’interno Emanuele Prisco e da quello alla Giustizia Andrea Delmastro Delle Vedove, il cui sostegno ha contribuito a rafforzare il progetto, permettendo alla fine la sua realizzazione. “La regione Umbria, con il più alto rapporto tra abitanti e detenuti in Italia, meritava di tornare a gestire i flussi carcerari in modo autonomo, senza più dipendere dalla Toscana, da cui proviene una significativa parte dei detenuti scomodi, e di difficile gestione, attualmente presenti negli istituti di Spoleto, Orvieto, Perugia e Terni”, sottolinea il sindacato.