Negli scorsi giorni, il Consiglio direttivo dell’Auri (Autorità regionale per i rifiuti e l’idrico) ha approvato le nuove tariffe idriche per i prossimi anni, riguardanti tutti gli Ambiti territoriali integrati (Ati) della regione. Gli aumenti entreranno in vigore dal 2024, con una crescita prevista che varia tra il 5,9 e l’8 percento, a seconda dell’area. Guardando all’intero periodo regolatorio 2024-2029, le tariffe subiranno un aumento complessivo che oscilla tra il 20,8 e il 23,6 percento
Per l’Ati 4, che comprende il territorio del Ternano, l’incremento sarà del 6,2% nel triennio 2024-2026, con ulteriori aumenti fino al 2029 tra lo 0,3 percento e il 2,2percento. Questo porterà a un incremento degli incassi, che passeranno da 51,4 milioni a 57,2 milioni di euro. “L’aumento delle tariffe è dovuto non solo al costo della vita, ma anche al rincaro di energia elettrica, GPL e metano”, spiegano fonti vicine all’Auri.
Questi rincari hanno sollevato preoccupazioni anche nel Consiglio comunale di Terni, dove, nonostante le agevolazioni previste per le famiglie in grave difficoltà, la situazione appare sempre più critica. “Lo scorso anno, durante l’approvazione del bilancio di previsione, abbiamo fatto istituire un fondo di solidarietà”, ha dichiarato Francesco Filipponi, capogruppo del Partito Democratico. Tuttavia, lo stesso Filipponi sottolinea che ora “probabilmente questo non basta più”.
La richiesta ai comuni è di intervenire presso la Regione affinché assuma un ruolo di coordinamento per monitorare l’evoluzione della situazione. Con le elezioni regionali all’orizzonte, Filipponi avverte che è fondamentale garantire il sostegno alle famiglie, in particolare quelle più disagiate, per affrontare gli ulteriori aumenti previsti.