Battuta d’arresto per la clinica privata a Terni: il Tar Umbria boccia il ricorso

Il tribunale amministrativo respinge le contestazioni della Cidat contro la Regione Umbria, confermando la decadenza dell’autorizzazione per la casa di cura

Il Tribunale Amministrativo Regionale (Tar) dell’Umbria, nella sentenza emessa venerdì, ha sancito la decadenza dell’autorizzazione concessa alla Cidat (Centro Imaging Diagnostico Avanzate Tecnologie srl) per la costruzione di una clinica privata a Terni, rigettando così il ricorso presentato dalla società contro la Regione. La Cidat, assistita dall’avvocato Giovanni Ranalli, aveva impugnato il provvedimento amministrativo del 12 gennaio 2023, che revocava il nulla osta concesso nel 2016 per una struttura sanitaria da 82 posti letto in via Ippocrate. L’avvocata Anna Rita Gobbo ha rappresentato le posizioni della Regione Umbria.

Secondo la sentenza, “i presupposti per la decadenza, a norma regolamentare, erano ampiamente maturati“. La Regione ha sollecitato la presentazione della documentazione di fine lavori entro il 20 ottobre 2022, condizione non soddisfatta dalla Cidat. La società ha risposto solo successivamente, dichiarando di voler proseguire il progetto, malgrado le difficoltà legate alla pandemia. Tuttavia, il Tar ha ritenuto legittima la decisione regionale di considerare scaduta l’autorizzazione originaria.

L’iter dell’autorizzazione e le ragioni della decadenza

Il gruppo Cidat, guidato da Maurizio Gambino, aveva ottenuto nel 2016 l’autorizzazione alla realizzazione della clinica, ribadita poi nel 2017 con una concessione comunale. Tuttavia, l’inizio dei lavori non è stato rispettato entro i termini previsti dalla normativa regionale, che stabilisce un periodo massimo per l’avvio delle opere, pena la decadenza dell’autorizzazione stessa. La mancanza di attività concreta, confermata dalla documentazione prodotta in giudizio, ha portato il Tar a rigettare le motivazioni della Cidat, che lamentava l’applicazione di normative sopravvenute in contrasto con diritti già acquisiti.

Il Tar: necessario un limite temporale per l’efficacia delle autorizzazioni

Secondo il Tar, un’autorizzazione sine die risulterebbe incompatibile con il sistema normativo regionale, poiché potrebbe compromettere la pianificazione sanitaria sul territorio. Il regolamento 6/2017 stabilisce infatti che l’autorizzazione resti valida solo entro un certo periodo dall’approvazione, a meno che i lavori non siano stati avviati. Tale misura consente una gestione flessibile e adeguata delle risorse sanitarie e garantisce un’offerta coerente e distribuita sul territorio.

Cosa accadrà adesso?

Il giudizio del Tar non esclude la possibilità per la Cidat di presentare una nuova richiesta di autorizzazione, conformandosi alle recenti disposizioni normative. La battaglia giudiziaria potrebbe continuare al Consiglio di Stato, dove la Cidat potrebbe tentare un ulteriore appello.

 

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