Una lista di 10 priorità per lo sviluppo di Terni, partendo dal dato oggettivo di una città che vede un tren economico in crescita sul fronte del valore aggiunto, rispetto alla media regionale, ma che ha perso circa 2000 lavoratori dal periodo prepandemico ad oggi. Cna Terni ha presentato all’Hotel Garden il proprio quaderno di proposte ai candidati alle prossime elezioni – e in platea ce n’erano diversi, tutti di centrodestra – lanciando la sfida dell’impegno per il rilancio di un territorio che ha recuperato il Pil del 2019 ma che continua ad essere trainato solo dagli stessi settori: servizi, pmi e manifattura.
“Chiediamo che Terni esprima un peso adeguato – dice Daniele Stellati, Cna Umbria – con una particolare attenzione ai suoi settori particolari, affinchè possa giocare un ruolo complementare a Perugia e non invece marginale. Serve uno sprint: Terni esprime il 12,5 percento, con grandi multinazionali: ha bisogno di esprimere al meglio le proprie potenzialità”. Mirko Papa, presidente della Cna territoriale di Terni aggiunge: “Il ruolo delle piccole e medie imprese è fondamentale in questa particolare fase dell’economia ternana: ecco perchè abbiamo stilato una serie di priorità che possono aiutare questi settori a prendere lo slancio”.
Le priorità della Cna
Le dieci priorità indicate dall’associazione artigiana sono: istruzione e lavoro, con l’incentivazione di corsi che possano venire incontro alle esigenze delle imprese (il riferimento qui è particolarmente ad Its Academy, ma non solo percchè Cna parladi una rete permanente dell’apprendimento secondo il principio del learning by doing); sostegno alla crescita dimensionale delle imprese di ogni tipo e livello; la riqualificazione del territorio, con particolare attenzione al rilancio delle aree dismesse nei piccoli comuni; favorire l’ingresso di nuovi attrattori per mantenere lo slancio del turismo che è una delle poche voci di traino dell’economia del territorio (Cna cita l’aeroporto di Perugia ma anche il completamento delle principali infrastrutture, oltre allo sviluppo di un artigianato di qualità); rilancio dei centri storici; un muovo modello organizzativo per welfare e sanità, con potenziamento di quella regionale; la chiusura del ciclo di rifiuti (in particolare c0è il sì di Cna al termovalorizzatore); semplificazione burocratica per le imprese e la pubblica amministrazione (particolarmente qui il riferimento è alla necessità di una piattaforma unica per il dialogo fra imprese e amministrazione); un patto fra le regioni per le infrastrutture, individuando quelle strategiche sulle quali lavorare; meno tse, più riforme e maggiore crescita (Cna incoraggia anche la fusione fra comuni).
Nelle interviste, Daniele Stellati di Cna Umbria e Mirko Papa, presidente di Cna Terni.