L’Umbria, nota come “polmone verde d’Italia”, attraversa un periodo di stagnazione economica che colpisce direttamente il mercato del lavoro, già caratterizzato da contratti sempre più precari e temporanei. A sottolineare le difficoltà è Gianfranco Mascia, co-portavoce regionale di Europa Verde e candidato al Consiglio regionale, che critica la gestione di Donatella Tesei (Centrodestra) per la mancanza di programmazione e di una visione strategica in grado di sostenere l’economia regionale. Secondo Mascia, la situazione è particolarmente preoccupante alla luce degli ultimi dati forniti dalla Confederazione Nazionale dell’Artigianato (CNA), che evidenziano come, negli ultimi cinque anni, l’Umbria abbia subito un declino in vari settori senza alcuna inversione di tendenza.
Uno dei punti di maggiore rilievo riguarda il settore della green economy, con oltre 8.000 aziende attive e 20.000 posti di lavoro legati a questa filiera che, secondo Mascia, non sono stati adeguatamente supportati dagli investimenti necessari. La mancanza di sostegno verso le imprese green è ritenuta particolarmente grave, dato che l’Umbria si presenta come una regione che punta sull’ambiente e sul turismo sostenibile. La scelta di non investire in questo settore, sottolinea Mascia, risulta contraddittoria e controproducente per una terra che si fregia del titolo di “polmone verde d’Italia”, ma che continua a perdere terreno in termini di crescita occupazionale e innovazione.
La crisi occupazionale colpisce in modo accentuato Terni e la sua provincia, dove i dati indicano una perdita di circa 2.000 posti di lavoro dal 2019. Mascia evidenzia che il tasso di occupazione a Terni è del 61%, inferiore a quello complessivo della regione, che si attesta intorno al 69%. Tale situazione richiede interventi urgenti e decisi per evitare un peggioramento delle condizioni economiche e sociali, che rischiano di accentuare il fenomeno dello spopolamento, già evidente in alcune aree rurali e industriali della regione.
La nota diffusa da Mascia è un appello a invertire rapidamente la rotta, adottando politiche che incentivino la crescita economica sostenibile e il rilancio del mercato del lavoro, con un focus particolare sulle nuove generazioni, duramente colpite dalla precarietà. Secondo il rappresentante di Europa Verde, il futuro della regione dipende dalla capacità di promuovere una programmazione attenta e lungimirante che sappia valorizzare le risorse naturali e industriali dell’Umbria, creando sinergie tra i diversi comparti economici per rilanciare l’occupazione stabile e contrastare l’emorragia di talenti verso altre regioni.
La mancanza di investimenti strategici, soprattutto nel settore della green economy, rappresenta quindi un’opportunità mancata per l’Umbria, che potrebbe distinguersi a livello nazionale come un modello di sviluppo sostenibile. Per Mascia, un cambio di direzione è non solo necessario, ma urgente per preservare l’equilibrio demografico e la coesione sociale della regione.