La morte del ventenne Giacomo Di Napoli, avvenuta l’11 luglio 2022 durante un allenamento di volo acrobatico presso l’aviosuperficie di Torre Alfina, a Castel Viscardo (Terni), ha portato all’apertura di un procedimento giudiziario che vede imputate tre persone. Ne riferisce UmbriaOn. Il giovane talento, originario di Agliana (Pistoia), era precipitato al suolo mentre eseguiva una manovra acrobatica, perdendo la vita sul colpo a causa dei traumi subiti.
Le indagini, coordinate dalla procura di Terni, si sono concentrate sulle responsabilità legate all’incidente, con l’ipotesi di omicidio colposo per due dei tre imputati. Si tratta del presidente dell’Aero Club di Castel Viscardo e del responsabile del centro acrobazia in alianti, proprietario del velivolo coinvolto. Secondo l’accusa, nel 2019 i due avrebbero ammesso Giacomo Di Napoli al corso di addestramento acrobatico senza verificarne i requisiti richiesti, rilasciando successivamente un’abilitazione non conforme alle norme.
Le presunte irregolarità avrebbero contribuito a permettere la partecipazione del giovane all’allenamento fatale. Gli investigatori ritengono che l’incidente sia stato causato da una manovra errata durante il terzo volo della giornata.
La terza persona imputata è una donna accusata di favoreggiamento personale. Avrebbe ritrovato una telecamera montata sull’aliante, contenente immagini chiave del volo, senza consegnarla immediatamente alle autorità.
La prima udienza del processo è fissata per il 13 gennaio, con il giudice Francesca Scribano in composizione monocratica. L’Aero Club di Castel Viscardo è stato citato come responsabile civile, mentre i familiari di Giacomo Di Napoli si sono costituiti parte civile tramite il loro legale.
Nessuno degli imputati ha richiesto riti alternativi, scegliendo il giudizio ordinario.