Ispezioni sanitarie in carcere, l’Associazione Coscioni chiede alla Asl Umbria 2 l’accesso agli atti

In agosto 2024, l'Associazione Coscioni aveva inviato una diffida alle Asl per sollecitare il rispetto dei loro compiti socio-sanitari e di monitoraggio delle condizioni carcerarie. Ma pochissime realtà hanno risposto: "Manca volontà politica"

L’Associazione Luca Coscioni ha formalmente richiesto a tutte le 102 Aziende Sanitarie Locali (Asl) – quindi anche alla Asl Umbria 2- di fornire le relazioni relative alle ispezioni sanitarie effettuate nelle 189 carceri italiane. Questa richiesta emerge dalle difficoltà riscontrate dalle Asl nel monitorare le condizioni di salute dei detenuti, come previsto dalla legge. Particolare attenzione viene posta sulle carceri umbre, in particolare Terni dove il sovraffollamento è molto alto.

L’urgenza della denuncia è accentuata dai recenti dati sul sovraffollamento delle carceri italiane: al 9 dicembre 2024, i detenuti sono 62.283, contro una capacità di 51.165 posti. Con 4.478 posti non disponibili, il tasso di affollamento raggiunge il 133,4%, evidenziando una situazione critica.

In agosto 2024, l’Associazione Coscioni aveva inviato una diffida alle Asl per sollecitare il rispetto dei loro compiti socio-sanitari e di monitoraggio delle condizioni carcerarie. La responsabilità di eventuali ritardi nell’assistenza sanitaria era attribuita ai Direttori Generali delle Asl. Tuttavia, meno della metà delle Asl ha risposto, costringendo l’Associazione a presentare una richiesta di accesso agli atti per ottenere le relazioni delle visite.

Il portavoce Marco Perduca ha dichiarato che, nonostante la scarsa risposta, l’Associazione continuerà a insistere per ottenere dettagli sulle ispezioni sanitarie nelle carceri. Le richieste includono informazioni precise su tempi e luoghi delle ispezioni, anomalie riscontrate e linee guida adottate, oltre a chiarimenti su eventuali visite a sorpresa e il coinvolgimento di figure istituzionali.

Parallelamente, l’Associazione Coscioni ha promosso l’uso della piattaforma Freedomleaks,org per consentire a chiunque, in modo sicuro e anonimo, di segnalare irregolarità nelle carceri. Questo sito, garantito dalla piattaforma Globaleaks, utilizza il browser TOR per proteggere l’anonimato degli utenti. Secondo Andrea Andreoli, responsabile della piattaforma, FreedomLeaks è pensato per parenti, volontari, assistenti sociali, educatori e dipendenti delle Asl e delle amministrazioni penitenziarie.

Il sovraffollamento carcerario, sottolinea Marco Perduca, è una delle principali cause delle condizioni invivibili nelle prigioni italiane, limitando l’accesso a spazi adeguati per ciascun detenuto e creando grave disagio. Già nel 2013, la Corte Europea dei Diritti Umani aveva condannato l’Italia con la sentenza Torreggiani, stabilendo che meno di tre metri quadrati per detenuto costituiscono trattamento inumano e degradante.

L’Associazione Coscioni insiste sulla necessità di rispettare le normative internazionali sui diritti umani, denunciando la mancanza di volontà politica nel risolvere i problemi strutturali delle carceri, tra cui scarsità di risorse, sovraffollamento e carenza di personale sanitario. Il sistema sanitario penitenziario è particolarmente critico, con difficoltà di accesso alle cure mediche, mancanza di specialisti e condizioni igieniche precarie.

L’Associazione spera che l’invito a denunciare in modo sicuro e anonimo contribuisca a rendere il sistema penitenziario più trasparente e responsabile. Nonostante le difficoltà, l’azione di denuncia e sensibilizzazione prosegue affinché le carceri italiane rispettino i diritti umani e la dignità delle persone, come previsto dalle leggi nazionali e internazionali.

 

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