In una nota la Rsu di Ast spinge sul gas relativamente all’accordo di programma, la cui firma si spera dovrebbe arrivare lunedi 20 gennaio. Nodo chiave ancora il costo dell’energia.
“Il prezzo dell’energia – scrivono – si è legato da ultimo alla fattibilità dell’accordo di programma a cui non partecipano le organizzazioni sindacali.
Ma vogliamo ricordare a tutti che già negli acordi ministeriali del 2004 e successivi si ritrovano gli impegni delle istituzioni per trovare soluzioni che si sono trascinate fino ad oggi e mai cooncretizzate”.
E ancora: “Oggi siamo vicini alla conclusione della vicenda e vanno verificate le solide basi giuridiche che l’azienda ritiene di avere per sottoscrivere l’intero accordo di programma nella fase transitoria, per arrivare alla soluzione finale nel 2029”.
Poi l’appello, alle istituzioni: “Si trovi una via comune, come in tutte le vertenze che hanno caratterizzato le sorti di Ast fino a questo momento. Divisioni politiche non sono patrimonio dei lavoratori e di questa comunità. Oggi più che mai, con scenari internazionali incerti potrebbero generare ricadute negative sul futuro dell’azienda e dei lavoratori, l’accordo di programma e il piano industriale di Ast devono essere, come la storia insegna, un patrimonio di tutti”.
Il monito all’azienda: “Salvaguardare, valorizzare e migliorare le relazioni industriali per garantire investimenti, occupazione e salario. Tutti gli attori in campo devono avere l’interesse di rilanciare il sito e le sue produzioni strategiche, con un accordo che accompagni il piano industriale, per uno sviluppo che possa traguardare le sfide delle transizioni in atto, con un consolidamento delle produzioni e dei mercati, guardando al mercato internazionale e garantendo gli standard in materia di qualità e rispetto dell’ambiente”