Oltre la metà individuali, con crescita dell’edilizia: la fotografia dell’impresa ternana in crisi

La fotografia di Movimprese per la Camera di Commercio: flessione dell'1,4 percento in 10 anni. Tengono perà le società di persone, scendono vertigionosamente quelle di capitali

Negli ultimi dieci anni, dal 2014 al 2024, il tessuto imprenditoriale dell’Umbria ha subito una contrazione significativa, con 3.729 imprese attive in meno. Questo dato, emerso dall’analisi Movimprese condotta dalla Camera di commercio, evidenzia un calo complessivo del 4,6 percento, ben superiore alla media nazionale, che si attesta all’1.

Terni paga in questo senso un conto salato, anche se minore rispetto a Perugia, con  l’1,4 percento delle sue attività economiche, scendendo da 19.016 a 18.436 nello stesso periodo. Entrambe le province presentano risultati peggiori rispetto alla media italiana.

Nel solo 2024, rispetto al 2023, l’Umbria ha visto diminuire ulteriormente il numero delle imprese attive di 1.573 unità, pari a una contrazione del 2 percento. Questo risultato colloca la regione al terzo posto in Italia per calo percentuale, dopo le Marche (-3,1) e la Sicilia (-2,2), segnalando un persistente deterioramento del contesto economico locale.

Oltre al numero complessivo di imprese attive, anche i settori produttivi principali dell’Umbria hanno mostrato un andamento negativo. Nel decennio 2014-2024, le perdite più significative si sono registrate nell’industria, con una contrazione del 12 percento (-1.176 imprese), seguita dal commercio (-11 percento, -2.482 aziende), dalle costruzioni (-9 percento, -1.101) e dall’agricoltura (-7,7, -1.293).

Nel 2024, rispetto all’anno precedente, i settori che hanno subito le flessioni più marcate sono stati: industria con un -2,1 percento (rispetto al -0,7 della media nazionale); commercio con -1,5% (contro il -0,7 italiano); e agricoltura: -1,7% (a fronte del -1,1% della media nazionale).

L’unico settore in lieve crescita è stato quello delle costruzioni, con un incremento dello 0,3 percento, un dato comunque inferiore rispetto alla media nazionale (+1,3).

Terni fa segnare rispetto a Perugia, una perdita maggiore delle aziende di capitale (29 percento), ma la provincia ha un maggior numero di imprese individuali (51 percento) e e una minore incidenza di società di persone (15,7 percento). A Terni calo pesante aper il manifatturiero (-19 percento), mentre crescono le costruzioni  (+1,1 percento) e scendono il commercio (-1,5 percento)  e le imprese agricole (-1,7 percento).

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