Un aumneto di capitale che ha portato la Fondazione Carit a crescere fino a diventare parte del Cda di Acri, la Associazione di Fondazioni e di Casse di Risparmio e 77,8 milioni di euro erogati per lo sviluppo e la crescita del territorio. Luigi Carlini, presidente di Fondazione Carit passa la mano dopo 8 anni e mezzo di mandato – in mezzo c’è la stagione del Covid che ha allungato parzialmente il mandato – e dal prossimo 3 Febbraio sarà Emiliano Strinati, già nominato, a prendere il suo posto.
Un mandato, quello del dirigente medico della Asl, improntato soprattutto su due fattori: il sociale e la crescita e valorizzazione di Terni in tutti i suoi aspetti. Lontana dai personalismi, ma con il bene comune come faro. Lo ha lasciato come monito anche nel suo ultimo incontro con la stampa: “Chi entra in fondazione Carit non entra solo in una fondazione bancaria, ma diventa parte di un progetto: questo va tenuto sempre a mente”.
E se è vero – Carlini lo ha specificato chiaramente nella sua relazione di congedo -che la Fondazione Carit è ormai un ente intermedio fra la politica (dunque le istituzioni) e la città, allora interpretare questo ruolo vuol dire essere superpartes. L’aspetto dove questo è più evidente è la vicenda del nuovo ospedale. Carlini ha ribadito come aveva già fatto di recente nella relazione di fine anno, che la Fondazione Carit è pronta ad acquistare un terreno ed eventualmente sostenere la realizzazione del nuovo nosocomio: “Il nostro è un interesse per la città, non per una parte politica – dice – abbiamo lavorato con amministrazioni di colore diverso e adesso abbiamo portato queste stesse istanze anche al tavolo della nuova presidente di regione”. Alla sanità, tema caldissimo, Fondazione Carit ha dedicato 12,5 milioni dei quali 10,5 solo per l’ospedale di Terni: “Il rapporto fra azienda ospedaliera e università va potenziato – spiega Carlini – perchè deve diventare un’eccellenza”.
Confermando l’attenzione al sociale, Carlini ha anche annunciato che arriverà un progetto denominato “Cucinando con amore” che metterà insieme bambini con disabilità e grandi chef “allo scopo – spiega Carlini – di far emergere le abilità e le potenzialità di questi ragazzi”.
Rivolgendosi poi al nuovo consiglio, che si insedierà il 3 Febbraio Carlini – che resterà come coordinatore degli investimenti – ha ricordato: “Metteteci entusiasmo, perchè senza di quello non si fa nulla” e si è augurato che continui a lavorare “resistendo alle interferenze che da più parti vi arriveranno”. Poi il filo rosso, quello che ha raccolto Strinati: “Mi aspetto nuove progettualità, se necessario anche cambiando quello che è sul tavolo”. Il presidente designato unisce i fili: “Il mio mandato sarà in continuità ma in evoluzione con quello della passata presidenza”
“Sono arrivato in Fondazione nel 2020 con un po’ di timore reverenziale – dice – ma ho appreso tanto, soprattutto lo spirito di servizio per il territorio”. E disegna subito alcune linee chiave: “Cultura, sociale, sviluppo locale con grande aiuto ed impulso per le Pmi ma soprattutto sanità e diritto alla salute: ci dimentichiamo che è sancito dalla Costituzione all’articolo 32 e io voglio che questo venga applicato in pieno”.