Bandecchi e il riequilibrio territoriale: Todi e Spoleto rispondono. Il precedente Leonessa

Il comitato per Spoleto in provincia di Terni e il sindaco di Todi rispondono a quello di Terni. I tentativi del comune reatino andati a vuoto segnano un precedente.

Cominciano ad arrivare le prime reazioni dei comuni del Perugino alla raccolta firme avviata dal sindaco di Terni, Stefano Bandecchi, per l’annessione di alcuni territori alla provincia ternana. Tra le risposte più significative, si registra quella del Comitato Provincia Spoleto-Terni, che in una nota sottolinea: “In realtà non si è inventato niente: esiste da 7 anni il Comitato Provincia Spoleto-Terni (perché è così che si deve chiamare la nuova provincia, come hanno fatto Pesaro-Urbino), le cui informazioni potete leggere da anni su Federazione Umbria Sud – Provincia Terni-Spoleto”.

Il comitato evidenzia inoltre che recentemente è stato approvato un regolamento comunale per il referendum popolare a Spoleto, sottolineando che “solo quello avrà valore legale come raccolta firme”. Nonostante ciò, il gruppo accoglie con favore ogni sostegno alla causa: “Comunque ogni politico di qualsiasi colore è il benvenuto se sposa la nostra battaglia, meglio tardi che mai”.

Anche il sindaco di Todi, Antonino Ruggiano, è intervenuto sulla questione, commentando con un richiamo storico: “Ringrazio il sindaco Bandecchi per aver rinnovato il rapporto secolare tra Todi e Terni. Già nel tredicesimo secolo Terni era sottomessa a Todi e, ancora oggi, il nostro stemma ufficiale vede l’aquilotto nero di Terni sotto le ali della nostra protezione”. Tuttavia, ha espresso perplessità sull’attualità della proposta: “Al momento, tuttavia, la questione mi sembra leggermente fuori luogo”.

Infine, in un passaggio più leggero, Ruggiano ha voluto rimarcare un tratto distintivo delle tradizioni umbre, affermando che “noi siamo, proprio come Terni, della parte dell’Umbria che mangia la pizza (sotto il foco e di Pasqua dolce e al formaggio) e mai la torta (al testo e di Pasqua dolce e al formaggio)”.

L’esperienza di Leonessa

Il dibattito sulla possibile modifica dei confini provinciali si riapre.  La smania di allargamento provinciale del sindaco, per dare vita a quel progetto “300.000” che era parte della campagna elettorale riparte. Strano che qualcuno non gli abbia però ricordato la strada più facile, quella che passa per Leonessa. La cittadina in provincia di Rieti aveva svolto un referendum per chiedere l’accorpamento alla Provincia di Terni. Una decina d’anni fa si era mossa la Uil ternana, spalleggiata da quella reatina, per un progetto che prevedeva lo spostamento dell’intera provincia reatina.

In particolare a Leonessa nacque un comitato a questo scopo ricordando come la città è stata per millenni parte dell’Umbria prima di venire spostata nel Lazio. “Narnate” (dal  fiume Nar, oggi fiume Corno, che significava Nera) era il nome che le venne dato fino al 1278 quando poi Carlo D’Angiò la fondo per quella che è ora. Nel 2008 il Referendum per l’annessione fallì per mancanza del quorum nonostante la vittoria del sì. Nel 2016 ancora un comitato civico portò le firme (1016  su 2057 cittadini aventi diritto al voto) sul tavolo di Paolo Trancassini, allora primo cittadino. Ma non se ne fece nulla.

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[…] sostegno del progetto c’è anche il sindaco di Terni, Stefano Bandecchi, che ha rilanciato l’obiettivo in campagna elettorale, dichiarando di voler portare la provincia di Terni a 300mila abitanti. Una visione che guarda a […]

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