Parlascino morto per raro tumore, la famiglia del pompiere ternano chiede chiarezza

La famiglia del vigile del fuoco, insieme ad altre due chiede verifiche su un possibile legame tra il tumore e l'esposizione a Pfas riscontrato nella dotazione del Corpo

La famiglia di Roberto Parlascino, originario di Terni e in servizio a Spoleto per gran parte della sua carriera, vigile del fuoco morto a marzo 2023 a causa di un glioblastoma, un tumore cerebrale raro, chiede di fare chiarezza sulle possibili cause della malattia. La moglie, Maria Grazia Arena, pur senza lanciare accuse, vuole capire se il decesso del marito possa essere collegato a quello di altri tre vigili del fuoco toscani, deceduti per lo stesso tipo di tumore nel giro di quattro anni.

Le famiglie dei tre vigili che prestavano servizio nel comando di Arezzo hanno già chiesto al Ministero dell’Interno di effettuare accertamenti, concentrandosi in particolare su una possibile correlazione tra la patologia e l’utilizzo di sostanze schiumogene contenenti Pfas. Questi composti chimici, le cui conseguenze sulla salute sono ancora oggetto di studio, sono stati rimossi dalla dotazione del Corpo nel 2020. Una questione che torna di attualità vista la battaglia avviata dalla nuova Giunta regionale proprio contro gli Pfas contenuti nelle acque.

Parlascino aveva lavorato tra il 2001 e il 2002 a Bibbiena, distaccamento del comando di Arezzo. Tuttavia, la localizzazione territoriale potrebbe non essere determinante, poiché le attrezzature in dotazione ai vigili del fuoco sono le stesse in tutta Italia.

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