Incendio in Ast, Aniello: “Si dimetta la dirigenza: vadano tutti a processo”

L'ex assessore all'Ambiente del Comune affonda la lama sul tema a lei caro: "Condizioni da miniera". Anche il M5S carica: "Nessuna risposta a denunce". Intanto si indaga, l'ipotesi di reato è lesioni colpose

Il nuovo grave incidente sul lavoro avvenuto lunedì sera, che ha visto vittima un operaio di 26 anni del reparto scorie, rimasto seriamente ustionato a seguito delle fiamme scaturiste dall’incendio del mezzo che guidava, ha riacceso il dibattito sulla sicurezza negli impianti siderurgici dello stabilimento Arvedi-AST. Il caso ha scatenato una forte reazione da parte dell’ex assessore all’Ambiente del Comune, Mascia Aniello, fra le più feroci critiche proprio verso l’azienda sin dagli esordi della sindacature Bandecchi e che proprio per contrasti su questi temi si dimise.

“La gente continua a morire dei più brutti e incurabili mali e, talvolta, cade tragicamente sul lavoro per condizioni operative inaccettabili”, ha scritto Aniello in una lettera diffusa dopo l’accaduto. “Ma si prosegue, come se tutto fosse rischio calcolato e ‘piccoli’ incidenti di percorso, pur prevedibili e prevenibili”. La sua denuncia è diretta non solo verso le imprese coinvolte, Arvedi e Tapojarvi, ma anche verso le istituzioni politiche e giudiziarie, accusate di inerzia e complicità: “La Regione Umbria sospenda immediatamente l’Autorizzazione Integrata Ambientale ad Arvedi e a Tapojarvi. E si imponga la Valutazione di Impatto Ambientale sull’intero stabilimento”.

L’ex assessore ha ricordato come, sia durante il suo incarico pubblico sia come cittadina, abbia più volte raccolto le denunce dei lavoratori sulle condizioni di lavoro: “Ho ripetutamente e costantemente raccolto il grido di aiuto delle maestranze di Arvedi-Ast-Tapojarvi, completamente abbandonate dalle istituzioni”. Aniello sostiene di aver presentato numerose denunce alle Procure di Terni, Perugia e Roma, corredate da prove fotografiche e video, testimoniando violazioni ambientali e di sicurezza all’interno dell’impianto. Per risposta ho ricevuto una ridicola denuncia per diffamazione da Arvedi-Ast e lettere con minacce di querele da parte di alcuni sindacati con gli occhi bendati. I politici, tutti, la smettano di comportarsi da scendiletto o di cincischiare su un fantomatico accordo di programma: qualsiasi impresa deve rispettare la legge in termini di tutela ambientale e sicurezza sul lavoro indipendentemente da eventuali investimenti pubblici”

Poi l’affondo: “La dirigenza locale di Ast – si dimetta in blocco per manifesta incapacità di garantire le più elementari condizioni di sicurezza, in attesa di un giusto processo che individui le responsabilità. In Italia serve ogni volta un incidente grave perché qualcuno intervenga? Mi auguro che, pur nello stesso, immobile, degradante, mediocre scenario di sempre, stavolta finisca diversamente e che giustizia sia fatta”.

La reazione del Movimento 5 Stelle

Sul caso è intervenuto anche il Movimento 5 Stelle di Terni, che ha espresso solidarietà al lavoratore ferito e ai suoi familiari: “Quello che è successo all’AST è un fatto gravissimo. Non è un caso che Terni si collochi al terzo posto per i casi di morte sul lavoro in Italia”. Il gruppo politico ha sottolineato come tra il 2023 e il 2025 siano state presentate denunce su criticità lavorative, senza però ottenere risposte adeguate. Inoltre, ha evidenziato come l’Umbria, secondo i dati dell’Osservatorio Sicurezza e Ambiente Vega Engineering, presenti un indice di mortalità sul lavoro superiore del 25% rispetto alla media nazionale.

Le indagini e le parole dell’azienda

Dal canto suo l’azienda Tapojarvi, per cui lavorava il giovane operaio ricoverato in gravi condizioni, ha espresso vicinanza alla famiglia: “L’incidente ha profondamente colpito la nostra azienda. Stiamo collaborando con Arvedi AST e le autorità per accertare le dinamiche dell’accaduto”

 La Procura della Repubblica di Terni ha avviato le indagini attraverso il sostituto procuratore Marco Stramaglia, disponendo il sequestro del veicolo coinvolto e dell’area dell’incidente. Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco, i carabinieri e la Usl Umbria 2, che stanno raccogliendo elementi per valutare eventuali responsabilità penali. Il reato ipotizzato è lesioni colpose per violazione delle norme sulla sicurezza sul lavoro.

Secondo una prima ricostruzione, l’incidente sarebbe stato causato dal contatto tra scoria liquida e umidità, che avrebbe innescato un’esplosione, investendo il mezzo del lavoratore coinvolto.

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[…] di chiarire eventuali responsabilità. Certamente, le parole dell’ex asessore Mascia Aniello  che ha chiesto le dimissioni del gruppo dirigente di Ast, riapre una questione calda, quella della sicurezza e dell’ambiente che a suo tempo fu motivo […]

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1 anno fa

Qualcuno ha finito di fare lo splendido

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