Il complesso intreccio che coinvolge il Comune di Terni e la Fondazione Carit per il pieno utilizzo del PalaTerni non accenna a districarsi. Come spiega Il Messaggero, dopo i problemi legati all’inagibilità per alcuni sport, ora per il Comune c’è il rischio concreto che il Comune perda il contributo di due milioni di euro promesso dalla Fondazione Carit per il progetto.
La vicenda parte il 26 gennaio 2023, quando l’accordo tra la Fondazione Carit e il Comune di Terni è stato integrato per definire il contributo economico a favore della realizzazione del nuovo impianto sportivo. Il finanziamento complessivo per il progetto in project financing ammontava a tre milioni e mezzo di euro, con due milioni di euro provenienti dalla Fondazione. Tuttavia, nonostante la firma dell’accordo tra la Fondazione Carit e Palazzo Spada, il costruttore coinvolto nel progetto ha contestato alcuni aspetti cruciali dell’accordo, in particolare riguardo alla fruizione gratuita del palazzetto per eventi culturali e sociali.
Le divergenze con il costruttore e la questione dei cinque giorni gratuiti
Uno degli aspetti più contestati è la clausola che prevede per la Fondazione Carit l’utilizzo gratuito del palazzetto per almeno cinque giornate all’anno, destinate ad eventi di promozione culturale e sociale. Un accordo che il costruttore non ha accettato, mettendo a rischio il finanziamento della Fondazione, che aveva inizialmente promesso i due milioni di euro. Inoltre, l’utilizzo di queste giornate è stato oggetto di polemiche: il costo per l’utilizzo del palazzetto sarebbe stato quasi diecimila euro per ciascun giorno, una cifra che non è andata giù all’ex presidente della Fondazione Luigi Carlini, che durante il suo mandato ha rifiutato il contributo proprio per il non rispetto degli accordi da parte del costruttore.
Oltre alla questione dei giorni gratuiti per la Fondazione Carit, l’accordo siglato nel gennaio 2023 tra la Fondazione e il Comune prevedeva anche altre disposizioni fondamentali per il sociale e la comunità. Tra queste, l’utilizzo del palazzetto per promuovere lo sport e la cultura tra i giovani, gli anziani, le persone con disabilità e le categorie fragili. Era inoltre prevista una riserva di convenzioni per l’utilizzo delle strutture a costi agevolati da parte delle associazioni sportive dilettantistiche, culturali, delle scuole e degli enti del terzo settore. Non meno importante, il mantenimento della denominazione “PalaTerni” e l’affissione dei loghi del Comune e della Fondazione Carit sulla facciata dell’impianto.
La situazione attuale: il futuro incerto dei due milioni
Attualmente, la Fondazione Carit ha accantonato i due milioni di euro tra i residui passivi, in attesa di una risoluzione della questione. Tuttavia, i soldi dovrebbero comunque essere destinati al Comune per la parte di competenza della Fondazione, come impianti, arredi e attrezzature. Intanto, la situazione rimane in sospeso, con il nuovo presidente della Fondazione, Emiliano Strinati, che si troverà a dover affrontare il nodo irrisolto. Le preoccupazioni sono alte, e i due milioni di euro per il progetto del palazzetto dello sport sono sempre più a rischio.