In una nota, il Partito Liberaldemocratico dell’Umbria sottolinea lo “sconcerto di fronte alla decisione della neo-insediata Giunta Regionale di centrosinistra di aumentare le imposte dirette, in risposta al certificato “buco” nel bilancio della sanità regionale”. Un provvedimento definito dalla Giunta stessa come una risposta “emergenziale”, mirata a evitare il possibile commissariamento delle strutture sanitarie. La posizione del partito è chiara: “Non partecipiamo a questa gara di cori da stadio”, riferendosi alla polemica tra maggioranza e opposizione, preferendo concentrarsi sui fatti concreti e sui numeri.
Il Partito Liberaldemocratico sollecita, infatti, la pubblicazione del report commissionato a Kpmg, con la speranza che venga reso noto nella sua interezza. Già dalla sintesi allegata al comunicato della Giunta, emerge chiaramente che nessuna delle due parti coinvolte – maggioranza e opposizione – può sottrarsi dalla responsabilità di un bilancio sanitario in rosso. “La discesa inizia sotto la Giunta Marini”, commentano i liberaldemocratici, sottolineando che, sebbene la Giunta Marini abbia ereditato una sanità già in difficoltà, i conti erano ancora in positivo. Tuttavia, con l’insediamento della Giunta Tesei, la situazione è peggiorata notevolmente, evolvendo in un “buco” che, invece di essere contenuto, si è amplificato.
Di fronte a questa grave situazione, la Giunta ha deciso di aumentare le aliquote Irpef. “Noi che siamo liberali – affermano dal Partito Liberaldemocratico – esprimiamo una contrarietà assoluta ad una simile scelta”. Un provvedimento che si inserisce in un contesto già segnato da un aumento della pressione fiscale a livello nazionale, con l’aliquota complessiva prevista per il 2024 che salirà al 42,6 percento. Per il partito, l’esecutivo della Giunta Proietti rischia di passare alla storia come “il primo governo regionale di centrosinistra che le tasse invece di ridurle, le aumenta”, un approccio che potrebbe danneggiare l’economia regionale e la sua competitività.
Gli effetti sugli umbri e le alternative proposte
L’aumento delle imposte rischia di allargare ancora di più la fascia di popolazione che già oggi, secondo i dati Gimbe, rinuncia alle cure per non dover scegliere tra curarsi e nutrirsi. Per il Partito Liberaldemocratico, tassare è la via più semplice e infelice per colmare le lacune nell’amministrazione pubblica. La vera domanda è: “è davvero questa l’unica soluzione?”. La proposta del partito è ben chiara: “Perché non pensare a un progetto di razionalizzazione ed efficientamento delle risorse?”. Tagliare gli sprechi, accorpare enti che svolgono funzioni simili e avviare una seria spending review amministrativa potrebbe garantire una sanità più snella, che costi meno al cittadino e torni ad essere attrattiva, favorendo anche la mobilità passiva e trasformandosi in un polo per il turismo sanitario.
Inoltre, il partito propone di concentrare gli sforzi sul potenziamento dei servizi di prevenzione, sull’appropriatezza delle prescrizioni di farmaci, terapie e analisi, nonché sull’implementazione della telemedicina. Aggiungono anche che un investimento nelle Case di Comunità sarebbe utile per alleggerire il carico degli ospedali e dei pronto soccorso, riducendo le liste di attesa e migliorando l’efficienza complessiva del sistema sanitario regionale.
“Soltanto dopo aver messo in atto un processo di razionalizzazione e ottimizzazione delle risorse, se ancora non si dovesse arrivare a un equilibrio, si potrà pensare, come ultima soluzione, ad un innalzamento delle aliquote”, affermano dal partito. Una proposta che mira a bilanciare le politiche fiscali con la necessità di rilanciare l’economia regionale e tutelare le fasce più vulnerabili.
Infine, il Partito Liberaldemocratico pone l’accento sull’importanza di tutelare i giovani in una regione che si spopola e invecchia. “In una regione dove gli stipendi sono tra i più bassi d’Italia e i giovani scappano per cercare migliori opportunità altrove, è necessario agevolare chi è nella fase di consolidamento della propria posizione familiare, lavorativa e finanziaria”. Solo in questo modo, secondo il partito, l’Umbria potrà evitare un declino lento ed inesorabile e avviare un processo di rilancio reale.