Il nuovo ospedale di Terni torna al centro del confronto politico regionale, con posizioni critiche espresse sia dall’opposizione di centrodestra sia da una forza che sostiene la maggioranza, come Azione. A intervenire sono stati, da un lato, il gruppo regionale di Fratelli d’Italia, rappresentato da Eleonora Pace, Paola Agabiti e Matteo Giambartolomei, e dall’altro il segretario di Azione Terni, Michele Pennoni, che hanno sollevato dubbi su costi, tempi, coperture finanziarie e assetto complessivo della sanità nel Sud dell’Umbria. Il dibattito riguarda chi, la Giunta regionale guidata da Stefania Proietti, cosa, la realizzazione del nuovo presidio ospedaliero, dove, a Terni e più in generale nell’area dell’USL Umbria 2, quando, in una fase ancora priva di un progetto definitivo, e perché, per rispondere a un fabbisogno sanitario ritenuto urgente.
Il gruppo regionale di Fratelli d’Italia ha messo a confronto il progetto ternano con l’esperienza delle Marche, citando il caso di Pesaro. “Non ci appassionano i dibattiti tra tifosi sui numeri, ma il dato di Pesaro balza agli occhi – dichiarano gli esponenti di FdI – nelle Marche, una giunta a guida centrodestra si assume la responsabilità delle proprie scelte e con determinazione persegue l’obiettivo di un nuovo ospedale, moderno e funzionale”. Secondo FdI, a Pesaro le opere sono già in corso, con “ruspe per le demolizioni e le successive opere costruttive già in azione e un cronoprogramma ben definito”.
Nel merito dei costi, FdI evidenzia una forte sproporzione: “Non è altrimenti chiaro come, per una struttura ospedaliera in grado di raggiungere la capienza di 460 posti letto, a Pesaro, si spendano 204 milioni di euro, mentre l’investimento prospettato a Terni, per soli 140 posti letto in più, raggiunga in un caso addirittura i 770 milioni di euro”. Da qui la richiesta rivolta alla Giunta regionale: “Qualcuno dell’amministrazione regionale Proietti ci dia delle spiegazioni nel merito”, avvertendo che, in assenza di risposte, l’iter rischia di apparire “solo un modo per prendere tempo, illudendo i ternani”.
Un fuoco critico arriva anche da Azione Terni, forza che ha sostenuto Stefania Proietti. Il segretario Michele Pennoni rivendica una posizione di vigilanza: “Come Azione, abbiamo sostenuto Stefania Proietti mossi da una precisa volontà: portare pragmatismo e competenza al governo dell’Umbria”. Pennoni chiarisce che le distanze assunte riguardano il merito delle scelte, in particolare quelle fiscali: “Le giustificazioni sull’aumento delle tasse appaiono fragili”, affermando che, se si chiedono risorse ai cittadini, “si ha l’obbligo morale di dire dove finirà ogni singolo euro”.
Azione chiede che i fondi siano vincolati esclusivamente alla sanità, con una priorità chiara: “Per Azione, questi fondi devono essere blindati e destinati esclusivamente alla sanità, cuore pulsante del mandato ricevuto dalla Presidente e in modo particolare per il nuovo Ospedale di Terni”. Sullo stato dell’arte, Pennoni parla di “allarmante vuoto di concretezza” e di “miraggi in 3D” per il Santa Maria di Terni, mentre il Pronto Soccorso viene descritto come “una trincea che regge grazie all’umanità e al sacrificio dei professionisti”.
Le criticità, secondo Azione, investono anche l’Orvietano e l’equilibrio territoriale dell’USL Umbria 2. Pennoni solleva il tema dei servizi: “Come si può giustificare che in uno dei due ospedali di emergenza cardine non sia presente la radiologia H24”, mentre viene introdotta in un’area già coperta da altri presidi. Il riferimento alla celebrazione dei vent’anni dell’ospedale di Foligno e ai venticinque di Orvieto è indicato come “sintomo di una visione territoriale distorta”.
Nel complesso, le prese di posizione delineano un quadro di pressione politica trasversale sulla Giunta regionale affinché il progetto del nuovo ospedale di Terni passi dalla fase degli annunci a quella delle decisioni operative, con tempi certi, coperture finanziarie definite e servizi equilibrati per l’intero territorio del Sud dell’Umbria.
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