“Ilaria potrebbe essere nostra figlia”. Con queste parole le assessore Viviana Altamura, Alessandra Salinetti, Michela Bordoni e Stefania Renzi, insieme alle consigliere comunali di Alternativa Popolare, hanno voluto esprimere profondo cordoglio e rabbia per l’omicidio di Ilaria Sula, giovane ternana ritrovata senza vita in una valigia, vittima di una violenza brutale e inaccettabile.
Il caso ha scosso profondamente l’intera comunità locale, ma anche riacceso l’urgenza di affrontare con decisione la piaga dei femminicidi e della violenza sulle donne, fenomeni che continuano a colpire nel silenzio o nell’indifferenza, anche nel 2025.
Una tragedia annunciata
La vicenda di Ilaria, spiegano le rappresentanti istituzionali, non è un caso isolato. “Si è trovata intrappolata in una spirale di persecuzione durata due anni”, un inferno personale che ha portato al tragico epilogo. Il silenzio intorno alla sua situazione e la mancanza di un intervento efficace testimoniano un sistema ancora troppo fragile nel garantire protezione alle donne in pericolo.
“Non possiamo accettare che nel 2025 le donne continuino a morire per mano di uomini che non accettano un rifiuto”, denunciano. È un grido che si unisce a quello di tante famiglie spezzate, di comunità intere che ogni volta si chiedono cosa sarebbe potuto accadere se si fosse agito in tempo.
Serve un impegno trasversale
Le assessore e consigliere comunali sottolineano la necessità di rafforzare gli strumenti di prevenzione e tutela, migliorando le reti di ascolto, supporto psicologico e legale per le vittime. “È necessario che le denunce non cadano nel vuoto”, affermano, chiedendo azioni concrete e durature.
Il contrasto alla violenza di genere deve coinvolgere tutti: istituzioni, scuola, politica e società civile. “Nessuna donna deve più sentirsi sola di fronte alla violenza”, ribadiscono, sottolineando il ruolo cruciale della sensibilizzazione culturale, dell’educazione al rispetto e della formazione a partire dalle scuole.
Un appello alla mobilitazione collettiva
Nel messaggio si lancia un chiaro invito alla cittadinanza: “Unitevi a noi in un momento di riflessione e mobilitazione”, perché il ricordo di Ilaria e delle tante donne uccise non resti un simbolo muto, ma si trasformi in una spinta collettiva al cambiamento. Un impegno, quello auspicato da Alternativa Popolare, che passa per leggi più efficaci, per la protezione delle vittime, per la condanna sociale e politica della cultura del possesso.
“Nessuna madre dovrebbe più piangere sua figlia”, concludono, trasformando il dolore in una richiesta di giustizia e azione che interroga tutte le coscienze.