La voce dei pendolari della linea ferroviaria Roma-Firenze si alza forte, contro quello che definiscono un “silenzio assordante” da parte delle istituzioni. A distanza di mesi dall’avvio dei lavori sulla linea e dopo ripetuti appelli a ministero, Regione Toscana e amministrazioni locali, la situazione resta critica: nessun incontro ufficiale, solo generiche rassicurazioni mai seguite da azioni concrete.
Il Comitato Pendolari torna a sollecitare interventi urgenti, preoccupato per l’imminente cambio orario estivo di giugno: “Se non vengono ripristinati gli slot persi, cioè gli orari e i tempi di percorrenza precedenti ai lavori, rischiamo che la situazione attuale diventi permanente o si protragga almeno fino a dicembre”. Una prospettiva insostenibile per chi ogni giorno utilizza il treno per motivi di studio o lavoro.
I disservizi continuano a colpire duramente: i treni regionali subiscono ritardi frequenti, le coincidenze introdotte per tamponare l’emergenza spesso non vengono rispettate, costringendo molti viaggiatori a rimanere a terra o ad arrivare a destinazione con decine di minuti di ritardo. Situazioni ormai quotidiane includono soste prolungate a Roma Tiburtina, treni deviati sulla linea tradizionale al posto della direttissima e convogli fermi all’ingresso delle stazioni.
Un caso emblematico è quello dell’Intercity 598, diretto a Firenze e in arrivo ad Orvieto alle 19:48, che accumula ritardi di oltre mezz’ora in diversi giorni della settimana. Anche l’IC 596 Napoli-Milano, in un’occasione recente, è stato deviato verso la linea Tirrenica e le fermate fino a Pisa senza preavviso, lasciando disorientati i passeggeri diretti a Chiusi, Terontola e Orvieto. “Eventi inaccettabili che generano sconcerto e rabbia”, sottolinea il comitato.
Da qui la richiesta di un confronto immediato tra Regione Umbria, Regione Toscana e le amministrazioni di Orvieto e Chiusi, finalizzato a trovare soluzioni concrete: “È fondamentale intervenire per ripristinare le condizioni di viaggio precedenti ai lavori e riportare efficienza e affidabilità al servizio ferroviario”.
Il comitato chiede anche un tavolo di dialogo con il Ministero dei Trasporti, responsabile diretto della gestione degli Intercity, sottolineando come questi treni rientrino tra i servizi pubblici essenziali e non possano continuare a subire ritardi o deviazioni improvvise senza una strategia condivisa.
“Non vogliamo continuare a chiedere ciò che dovrebbe essere già garantito dalle istituzioni”, concludono i rappresentanti dei pendolari. E con amarezza, citano Martin Luther King: “Le nostre vite cominciano a finire il giorno in cui stiamo zitti di fronte alle cose che contano”, chiedendosi se i disagi quotidiani di migliaia di cittadini contino davvero per chi dovrebbe rappresentarli.
Proprio nessuno