Nel 2024, le donazioni di sangue intero in Umbria hanno registrato un aumento, ma la raccolta di plasma rimane insufficiente a garantire l’autosufficienza regionale. Questo è quanto emerso dalla 57esima assemblea regionale di Avis Umbria, tenutasi ad Assisi alla presenza dei vertici regionali e nazionali dell’associazione, tra cui il presidente Enrico Marconi e il vicepresidente vicario di Avis nazionale Fausto Aguzzoni.
Le donazioni totali nel 2024 sono state 39.953, con un incremento dell’1,61% rispetto al 2023. In particolare, le donazioni di sangue intero hanno toccato quota 36.540, mentre quelle in aferesi sono state 3.414. I donatori attivi sono saliti a 30.163, con un aumento del 2,3% rispetto all’anno precedente. Anche gli associati totali, comprensivi di volontari e collaboratori, sono cresciuti a 31.034 (+2,2%).
Nonostante questi numeri incoraggianti, la raccolta di plasma continua a essere un punto critico. Nel 2024 sono stati raccolti 11.252 chilogrammi di plasma, in crescita del 3,6% rispetto al 2023, ma comunque al di sotto del fabbisogno stimato di almeno 11.540 chilogrammi. Per il 2025 è previsto un obiettivo ancora più ambizioso: 12.000 chilogrammi.
La raccolta di plasma in Umbria si attesta sotto la media nazionale, che nel 2024 ha raggiunto i 15,4 chilogrammi per 1.000 abitanti. Per centrare l’obiettivo di autosufficienza, come spiegato da Aguzzoni, l’Italia deve arrivare a 18 chilogrammi per 1.000 abitanti, e l’Umbria ha ancora margini di miglioramento.
A influire sulle dinamiche della donazione nel 2025, in particolare nei primi mesi, è stata la diffusione di sindromi influenzali, che ha causato una temporanea flessione degli accessi. Nel 2024, le sospensioni temporanee sono state 4.340 (9,6%) e quelle definitive 977 (2,1%).
Dal punto di vista territoriale, la provincia di Perugia ha mostrato i dati più positivi, superando persino quelli del 2017, con un incremento di 724 donatori. Di contro, Terni ha registrato un lieve calo, con 34 donatori in meno.
Un altro fenomeno rilevante nel 2024 è stato il calo dell’utilizzo dei globuli rossi, dovuto alla diminuzione degli interventi chirurgici nella regione. Questo ha portato a scorte talvolta eccedenti, non per un eccesso di donazioni, ma per una minore domanda, legata anche a un saldo negativo nella mobilità sanitaria umbra – circa 30-40 milioni di euro persi tra 2023 e 2024 per ricoveri e cure complesse effettuati fuori regione.
Sul fronte organizzativo, Avis Umbria ha segnalato progressi, come l’insediamento del Centro regionale sangue, il progetto dell’Officina unica per la lavorazione del sangue e la conclusione delle gare per nuovi separatori per aferesi e contatori di globuli. Tuttavia, permangono criticità legate alla carenza di personale medico e infermieristico nelle aziende sanitarie locali (Usl Umbria 1 e 2).
Tra le azioni previste per migliorare il servizio, figura la creazione di un dipartimento unico regionale per il servizio trasfusionale e l’introduzione di una nuova infrastruttura digitale, che dovrebbe superare i limiti dell’attuale sistema informatico ormai obsoleto.