È ripresa con forza, dopo la pausa pasquale, la mobilitazione dei 40 lavoratori Gls di Maratta, in sciopero e con blocco totale delle spedizioni. Alla base della protesta ci sono gravi criticità contrattuali, salariali e di sicurezza, che i dipendenti denunciano da mesi. Lo sciopero attuale, più lungo e deciso rispetto a quello di febbraio, è scoppiato a causa della mancata corresponsione dell’indennità di trasferta, violazione diretta dell’accordo di secondo livello, come ribadito dai rappresentanti sindacali.
“La vostra crisi non si paga con i nostri stipendi” recita lo striscione appeso davanti allo stabilimento, simbolo di una vertenza che va ben oltre le mura della sede logistica e tocca l’intero comparto nazionale. A rendere ancora più evidente lo stato di tensione è la denuncia della mancata copertura assicurativa aziendale dal mese di gennaio, unita a condizioni operative sempre più critiche: “Continuano a mandarci in giro con dei furgoni fatiscenti. Esce del fumo dal cambio, uno o due furgoni hanno il freno a mano rotto”, affermano i dipendenti in presidio, circa 20.
Oltre a questo, non sarebbe stata rinnovata l’assistenza sanitaria e l’azienda avrebbe risposto allo sciopero chiamando lavoratori da altre sedi fuori città per sostituirli: “Questo è antisindacale”, rilanciano.
Nella mattinata del 22 Aprile i lavoratori in presidio hanno ricevuto la visita di Sergio Cardinali, assessore allo sviluppo economico, che ha sottolineato come “la loro è una vertenza emblematica perché riguarda un settore, quello della logistica, che troppo spesso fa ricadere la fragilità contrattuale e salariale sui lavoratori.” In programma anche un incontro mercoledì mattina a Palazzo Spada, dove una delegazione dei dipendenti incontrerà l’amministrazione per discutere nel dettaglio la situazione.
“Siamo di fronte a un sistema fatto di appalti e subappalti, società a cascata, che finisce per compromettere non solo la retribuzione, ma anche la sicurezza sul lavoro,” sottolinea Cardinali.IL quale oggi pomeriggio proverà a cercare una mediazione con l’azienda presso la dirigenza nazionale della Gls del “profondo stato di preoccupazione della città di Terni”.
Intanto, la mobilitazione andrà avanti ad oltranza, in un clima di crescente tensione e determinazione da parte dei lavoratori, che chiedono il rispetto degli accordi, condizioni di lavoro dignitose e garanzie sul futuro occupazionale. La vertenza Gls diventa così specchio delle difficoltà strutturali di un intero settore nel quale, sottolineano i dipendenti, “serve iniziare a respingere ogni gestione unilaterale dei contratti”.
Ai lavoratori in presidio è arrivata anche la solidarietà di Potere al Popolo: ” È grave che l’azienda, con l’obiettivo di non pagare ciò che gli spetta da contratto e con una condotta antisindacale, stia sostituendo le lavoratrici e i lavoratori in sciopero con lavoratori provenienti da altre sedi di fuori città – scrive il partito – È necessario attivare in città una solidarietà concreta. Invitiamo pertanto tutta la cittadinanza a sostenere la lotta delle lavoratrici e dei lavoratori, partecipando ai presidi davanti ai cancelli dell’azienda”.
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Venire
Cosa nn si fa x qualche voto in più. Che schifo.