Il gruppo territoriale del Movimento 5 Stelle di Terni torna a farsi sentire con un duro attacco alla giunta guidata da Stefano Bandecchi e, in particolare, al presidente della Terza Commissione Claudio Batini. Nel mirino ci sono il degrado ambientale, lo stato della sanità pubblica e la crisi del commercio nel centro storico, aggravati — secondo i pentastellati — da un atteggiamento politico che ignora i problemi reali della città.
“Mentre Terni si guadagna il triste primato di seconda peggiore città d’Italia per condizioni climatiche — con oltre 45 giorni l’anno sopra i 35 gradi — la giunta Bandecchi resta a guardare”, denuncia il gruppo in una nota. Il Movimento denuncia un immobilismo che aggrava le difficoltà dei cittadini, già provati dagli effetti della crisi climatica e dall’inquinamento urbano.
Non meno duro il giudizio su Batini, accusato di aver trasformato la Terza Commissione in un costo anziché in uno strumento di risoluzione dei problemi: “Batini guida una commissione che invece di risolvere problemi ha fatto lievitare i costi dei gettoni di presenza dei suoi consiglieri del 24% nell’ultimo anno”. Un aumento che stride con “il commercio nel centro storico, che muore serranda dopo serranda sotto gli occhi di un’amministrazione incapace di proporre soluzioni”.
Tra le critiche più feroci c’è anche la gestione del verde urbano. “Invece di piantare alberi, questa amministrazione ha raso al suolo interi polmoni verdi come la storica pineta Cinturini”, accusa il M5S. “E oggi paghiamo il prezzo della loro incuria: una città che d’estate brucia e d’inverno soffoca nello smog”.
Sanità pubblica allo stremo: “15.000 umbri costretti a curarsi fuori regione”
Anche il sistema sanitario regionale è al centro dell’attacco politico. Il M5S sottolinea come Batini stesso riconosca le gravi carenze del comparto, ma lo accusa di incoerenza: “A chi oggi piange lacrime di coccodrillo, ricordiamo che alle ultime elezioni si è alleato proprio con chi ha smantellato la sanità pubblica”. I dati forniti sono allarmanti: “Oltre 15.000 umbri ogni anno sono costretti a fuggire fuori regione per curarsi, con tempi d’attesa record e un buco da 73 milioni di euro”.
Secondo i 5 Stelle, la responsabilità va ricercata in cinque anni di “mala gestione della destra regionale”, che avrebbe progressivamente indebolito il sistema sanitario, aggravando la situazione anche a Terni.
Il ruolo del M5S: “Unica forza a inserire la crisi climatica nello Statuto regionale”
Il Movimento rivendica però i risultati ottenuti sul fronte ambientale a livello regionale. “Siamo gli unici ad aver inserito la lotta alla crisi climatica nello Statuto regionale, grazie al lavoro instancabile dell’assessore Thomas De Luca”, si legge nella nota. Un impegno che ha portato l’Umbria a essere una delle sole due regioni italiane — insieme alle Marche — a ottenere un finanziamento UE per i piani di adattamento ai cambiamenti climatici.
Tra le iniziative più recenti, viene citato il progetto RIMU Clima, finanziato con 700.000 euro per rafforzare il monitoraggio dei rischi naturali legati a eventi estremi. “Un passo concreto verso una regione più resiliente”, affermano i pentastellati.
Il comunicato si conclude con una richiesta esplicita di dimissioni da parte di Claudio Batini: “Terni ha bisogno di serietà, non di comici da social”. Una presa di posizione netta contro quella che viene descritta come una “politica dello spettacolo” che deride le proposte altrui anziché contribuire con soluzioni concrete.