Una disfida degna del Medioevo, di quando si combatteva fra comuni vicini per conquistare la supremazia territoriale, coi sindaci novelli condottieri a comandare gli eserciti, chiamati a sparare alzo zero sulla torre nemica
Amelia contro Narni. Altro che collaborazione per rinforzare le periferie della provincia, va in scena una sfida all’arma bianca che ha come strumenti d’attacco nientemeno che i residenti. Quelli che avrebbero scelto, dice l’ex sindaca di Amelia ora consigliere regionale Laura Pernazza, di lasciare la città del pittore Piermatteo per quella del condottiero Gattamelata.
Prima a sparare il colpo, dagli scranni del consiglio regionale, l’esponente di Forza Italia, che stizzita se la prende coi “traditori” di sinistra, che avrebbero manifestato il malcontento per l’amministrazione dichiarando di essere pronti ad andarsene appunto verso il comune vicino: “Leggo di ‘presunti’ cittadini amerini intenzionati ad andarsene per emigrare verso altri comuni a noi limitrofi, dove troverebbero condizioni di migliore vivibilità. L’esempio molto spesso riportato è Narni, ovviamente non a caso trattandosi di un comune da sempre amministrato dal centrosinistra, Ebbene, ricordo che Narni, a differenza di quanto accaduto da noi, dal 2018 al 2023 ha perso la bellezza di 978 abitanti, risultando tra i peggiori dell’Umbria”, scrive sui social
Apriti cielo ovviamente. Il capitano di ventura sulla torre opposta, Lorenzo Lucarelli, carica a sua volta la granata e spara mirando alla collega, sempre attraverso i social: “Sono rimasto profondamente colpito nel leggere quel post – scrive il primo cittadino di Narni – perché a fare determinate dichiarazioni non è stato un cittadino qualsiasi, ma un ex sindaco e attuale consigliera regionale, che dovrebbe rappresentare un territorio e non una singola città. Trovo che l’ossessione di Laura Pernazza per Narni stia diventando preoccupante, così come rappresenta plasticamente la non volontà nel saper lavorare per e nel territorio, non essendole bastata, evidentemente, neanche l’esperienza in Provincia”.
E aggiunge: “Mentre noi parliamo di progetti di ‘area vasta’ – c’è chi sembra capace, invece, soltanto di speculare sulla divisione e sull’erezione di steccati che sono soltanto nella testa di qualche politico e che, per fortuna, non sono nella testa dei nostri concittadini. Si spiega così, l’assoluta difficoltà a portare avanti progetti territoriali come quello dell’ospedale unico di Narni e Amelia che, per fortuna, nel recente passato ha avuto e ha oggi altri interlocutori”.
Lucarelli definisce quello dell’esponente forzista “neo sovranismo localistico”, poi manda ambasciate di pace parlando della necessità di fare rete per costruire realtà più forti: “Ne guadagnerebbero tutti, la pratica della divisione nelle comunità e tra le comunità può generare consenso personale ma non consegue obiettivi generali”.
Certo è che in tempo di campagna elettorale per le elezioni – ad Amelia si vota a fine mese per eleggere proprio il successore di Pernazza – non si può fare a meno di pensare che la sortita iniziale sia stata una provocazione nella quale la Pernazza è caduta. In ogni caso, non una bella pagina, ma sicuramente indicativa del livello a cui la politica locale sta scendendo.
Narni sta ad Amelia ,come il Trentino Alto Adige sta alla Calabria.
Lo dico da amerino