Si aprirà il prossimo 10 giugno il processo a carico di Osiel Mancha Pereira, l’operaio 47enne di origine cubana accusato dell’omicidio volontario di Luca Bruschini, l’imprenditore spoletino aggredito con una roncola lo scorso febbraio in zona Polymer, a Terni. La decisione del Gip Barbara Di Giovannantonio di ammettere il rito abbreviato, come richiesto dalla difesa, è giunta al termine di una lunga Camera di consiglio.
La tragedia si consumò all’ora di chiusura del negozio di vernici Ternicolor di via Natta, e, quando l’imputato colpì Bruschini con più fendenti, utilizzando un’arma trovata sul posto. L’uomo morì dopo quattro mesi di agonia, lasciando sconvolta la comunità locale.
Seminfermità e rimozione dell’aggravante
Il giudice ha accolto la richiesta dei legali di Pereira, Luca Gentili e Laura Spaccino, che hanno sostenuto la tesi della seminfermità mentale. Una perizia agli atti avrebbe infatti riconosciuto una condizione psichica compromessa al momento dei fatti. Da qui la rimozione dell’aggravante dei futili motivi, ipotizzata inizialmente dalla Procura.
“Rispettiamo la decisione del Gip ma non la condividiamo”, hanno commentato gli avvocati della famiglia della vittima, Attilio e Daniele Biancifiori, che hanno rappresentato i genitori e la sorella di Bruschini, la cui costituzione di parte civile è stata regolarmente accolta.
Le motivazioni dell’aggressione
Secondo quanto riferito agli inquirenti, Pereira avrebbe motivato il gesto con un risentimento legato a sospetti di furto che alcuni colleghi avrebbero avanzato nei suoi confronti. La difesa ha però derubricato tali dichiarazioni come “farneticazioni” frutto della patologia psichiatrica, confermata anche dagli specialisti coinvolti nel procedimento.
L’imputato, attualmente detenuto nel carcere di Terni, è comparso davanti al Gip nel corso dell’udienza preliminare. I suoi legali si sono detti soddisfatti della decisione del tribunale, che apre ora alla possibilità di una riduzione di pena in caso di condanna, come previsto dal rito abbreviato.