Terni sale nella qualità di vita rispetto ad un anno fa. L’indagine de Il Sole 24 Ore, realizzata su una serie di parametri specifici, segnala la città al 48. posto guadagnando 14 posizioni rispetto al 2023. Gli affitti nella città dell’acciaio si mantengono bassi e Terni si merita il quarto posto nella classifica nazionale per incidenza percentuale dei canoni sul reddito.
La qualità della vita per i bambini è buona (39. posto) meglio ancora quella dei giovani (36. posto). Terni guadagna ben 26 posizioni sul fronte cultura e tempo libero (35); 24 posizioni per ricchezza e consumi (40. posto) e 19 per quanto riguarda giustizia e sicurezza (41.posto). Cresce anche sul fronte cultura e tempo libero (35.posto, +26), ricchezza e cosnsumi (40.+24,), giustizia e sicurezza (41.posto, +19)
Dati sui quali il sindaco Bandecchi si crogiola in una nota ufficiale: “La cura Bandecchi sta funzionando. I grandi sforzi che la mia Amministrazione Comunale – dichiara il sindaco Stefano Bandecchi – sta portando avanti nel decoro, nei servizi, nella cura della città, nel potenziamento dell’offerta culturale e nel turismo sono tangibili, non sono solo la percezione di tanti cittadini che ci spingono ad andare avanti nella manutenzione del verde, nello spazzamento della città, nella sicurezza stradale con la lotta alle buche, nei servizi comunali sempre più accessibili e aperti ai cittadini. Si tratta di una perfomance particolarmente positiva, poco pubblicizzata dai mezzi di comunicazione che fisiologicamente si concentrano sugli aspetti negativi. Mi auguro che questa classifica porti più consapevolezza e fiducia nei Ternani, perchè è con lo spirito giusto che possiamo affrontare e vincere le grandi sfide che ci aspettano”.
Non la pensa così l’Anap, Associazione Nazionale Anziani e Pensionati di Confartigianato Imprese Terni che invece snocciola i negativissimi dati sugli anziani.
Secondo la stessa classifica infatti, rispetto alla Media Nazionale, l’importo delle oensioni di vecchiaia è meno di un terzo, gli utenti dei servizi sociali meno di un sesto e anche a Terni c’è carenza di persona infermieristico. In compenso, la spesa sociale degli anziani in Umbria è meno di un quarto, a fronte di una crescita di un quinto del consumo di farmaci contro la depressione di un 10 percento in più di quelli per le malattie croniche. Cresce anche l’età media dei ternani che oggi è 47 anni con un aumento degli ultrasessantacinquenni.
In particolare, Terni al 107.posto fra le province italiane per importo delle pensioni di vecchiaia; al 105. per utenti dei servizi sociali comunali; al 101. per numero di infermieri non pediatrici; al 95. per spesa sociale per gli anziani.
“In questa graduatoria – scrive Anap- ci sono indicazioni abbastanza chiare sulle necessità e sugli interventi da mettere in campo per ridurre i gap rispetto alla media nazionale; Anap si rende partecipe a collaborare con le Istituzioni preposte nei limiti delle sue funzioni e disponibilità. Ma la madre delle criticità è la grave mancanza della Medicina di Territorio la quale, pur interessando tutte le fasce di età, costituisce per gli anziani il problema più grave”
“Pensiamo all’anziano che per una visita deve recarsi anche a decine di chilometri per farsi visitare, prescrivere cure o magari sentirsi rassicurare da un medico; nemmeno dal suo medico col quale sempre più difficilmente può entrare in contatto.
Abbiamo già da tempo intrapreso un’attività di tipo sindacale a tutela della Medicina di Territorio – afferma Luciano Vittori presidente di Anap Terni- sostenendo il mantenimento della Guardia Medica di Lugnano in Teverina, punto strategico e baricentrico rispetto ai paesi limitrofi. Questo Servizio fu sospeso sine die senza sapere se e quando fosse stato riaperto con conseguenti enormi disagi per una rilevante popolazione”
Fari puntati su chi, ovviamente per motivi economici, preferisce altre specializzazioni: “Occorre per migliorare questa situazione- dice Anap – incentivare prima di tutto i Corsi di Specializzazione di Medicina Generale e d’urgenza aumentando le borse di Studio che sono inferiori del 30 percento rispetto alle altre ed incentivare economicamente il reddito annuale di chi dedica la sua professione al mantenimento dell’ insostituibile presidio di Sanità Pubblica. Nel caso specifico dell’Umbria, le Borse di Studio per la Specializzazione di Medicina Generale e d’Urgenza sono state coperte solo per il 18 percento del totale disponibile”