Bioter chiede risarcimento al comune per lo stop a riaccensione dell’inceneritore

L’atto amministrativo era stato motivato come misura contingibile e urgente, ma per Bioter si tratterebbe di un provvedimento illegittimo

Si infiamma il contenzioso tra il Comune di Terni e la società Bioter, gestore dell’impianto di coincenerimento di Maratta. Venerdì 30 maggio, l’azienda ha depositato un ricorso presso il Tribunale amministrativo regionale dell’Umbria, aprendo ufficialmente una fase giudiziaria che si preannuncia lunga e complessa. La Bioter ha richiesto un risarcimento danni, contestando l’ordinanza emessa da Palazzo Spada nel 2024, con cui si ordinava l’immediata cessazione del riavvio e dell’esercizio dell’impianto.

L’atto amministrativo era stato motivato come misura contingibile e urgente, ma per Bioter si tratterebbe di un provvedimento illegittimo, con gravi conseguenze economiche e operative. A seguito della sospensione delle attività, la questione era finita sul tavolo del Tar, che ora è chiamato a fissare l’udienza per valutare la richiesta risarcitoria avanzata dalla società.

La riattivazione dell’impianto, avvenuta solo alcune settimane fa, ha scatenato nuove tensioni, coinvolgendo anche associazioni ambientaliste e cittadini. In particolare, l’associazione Verdi, Ambiente e Società ha formalizzato una diffida rivolta alla Regione Umbria e ad altri enti competenti, chiedendo la sospensione immediata del procedimento di riavvio.

Nel mirino c’è l’autorizzazione dirigenziale  ritenuta dai Verdi in violazione delle norme sanitarie, ambientali e di partecipazione pubblica. Qualora non fosse accolta la richiesta di sospensione, l’associazione ha già preannunciato possibili ricorsi sia al Tar Umbria che al Presidente della Repubblica.

Il fronte giudiziario si intreccia così a un acceso dibattito pubblico, in un territorio storicamente sensibile ai temi ambientali e della salute. L’impianto di Maratta, già in passato al centro di polemiche e procedimenti autorizzativi complessi, torna a essere simbolo di uno scontro istituzionale e sociale che coinvolge enti locali, attivismo ambientale e operatori economici.

Nel frattempo, l’Amministrazione comunale non ha ancora commentato il nuovo ricorso, ma è probabile che nelle prossime settimane Palazzo Spada assuma una posizione più netta anche in sede giudiziaria. Il caso Bioter-Maratta rischia quindi di diventare uno dei principali dossier amministrativi dell’anno, con implicazioni che vanno ben oltre la giurisdizione locale.

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