Le acque di Terni, identità e futuro

Maurizio Cecconelli: «Non solo energia: l’acqua sia la leva di un nuovo sviluppo culturale e territoriale»

Maurizio Cecconelli

Maurizio Cecconelli (Coordinatore Comunale Fratelli d’Italia) interviene alla tre giorni de “Il potere delle acque” e propone una visione condivisa per valorizzare appieno la risorsa idrica come motore di trasformazione per la città.

Cecconelli, qual è stato il messaggio principale che ha voluto lanciare durante il convegno “Il potere delle acque”?

Fin dall’inizio ho auspicato che da questo incontro potesse nascere un obiettivo comune tra istituzioni, politica e realtà imprenditoriali. Terni deve fare delle sue acque una leva strategica, non solo economica, ma anche identitaria e culturale. È tempo di superare una narrazione limitata della città.

In che modo l’acqua rappresenta una risorsa per Terni?

L’acqua ha un doppio valore. Da un lato è una risorsa economica importante, come dimostrano i canoni idrici derivanti dagli impianti di derivazione. Dall’altro lato è uno strumento potente di promozione territoriale. Ma per sfruttarne a pieno il potenziale, dobbiamo pensare a una redistribuzione più efficace e autonoma delle risorse.

Oggi come vengono gestite queste risorse?

Attualmente la Regione stabilisce ogni anno la destinazione dei fondi, mentre ai Comuni spetta il compito di progettare e rendicontare. È un sistema che, sebbene utile, non consente una pianificazione strategica a partire dalle vere esigenze dei territori. Servirebbe un’autonomia maggiore, soprattutto in una città come Terni che ha nell’acqua un asset centrale.

Quale visione propone per il futuro?

Credo che le acque debbano diventare parte viva dell’identità cittadina. Le famose “tre A” di Terni — acqua, amore, acciaio — raccontano la nostra storia, ma oggi dobbiamo andare oltre l’immagine di una città esclusivamente industriale. Dobbiamo far emergere il potenziale culturale e turistico, valorizzando tutte le ricchezze del territorio.

Quali progetti immagina per trasformare l’acqua in un volano turistico?

La Cascata delle Marmore è un’icona, ma oggi il turismo è troppo “mordi e fuggi”. È fondamentale creare esperienze che trattengano i visitatori. Penso a un ecomuseo che narri il legame tra l’acqua e le comunità, a percorsi nella Valnerina, alla valorizzazione dei borghi medievali, dell’enogastronomia e dei musei locali. Solo così potremo trasformare l’acqua in un motore di crescita stabile.

Qual è l’auspicio conclusivo che lancia da questo convegno?

Spero che da “Il potere delle acque” emerga una dichiarazione di intenti condivisa, capace di andare oltre gli interessi particolari. Le acque di Terni non sono solo fonte di energia, ma possono e devono diventare il cuore di un nuovo sviluppo culturale, identitario e sostenibile per l’intera comunità. 

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