La notizia della morte di Arnaldo Pomodoro, lo scultore che realizzò l’obelisco Lancia di luce, è stata appresa anche dall’amministrazione comunale ternana, la quale sta anche lavorando a delle iniziative per celebrare i 30 anni dall’installazione dell’obelisco in città. Arrivano messaggi di cordoglio e di ricordo per l’uomo e l’artista. Di Arnaldo Pomodoro e della sua attività artistica anche a Terni, parlano il vicesindaco Riccardo Corridore e la consigliera di opposizione Elena Proietti Trotti (Fratelli d’Italia).
L’EMBLEMA. Queste le parole del vicesindaco Corridore: “La città ricorda l’artista che ha voluto raccontare con la sua opera Lancia di luce, nota a tutti come l’Obelisco di Corso del Popolo, la storia e l’evoluzione di Terni nel suo legame con l’acciaio. Terni può vantare una scultura tra le più suggestive, con il suo richiamo alla luce, che è ormai diventata simbolo della città stessa e monumento identitario. Un esempio di arte immersa nel contesto e in un quotidiano, che la rende visibile e viva. Grazie anche a questa opera siamo inseriti in un circuito dell’arte contemporanea che non si ferma alla sola Europa. L’Amministrazione Comunale sta lavorando a un programma di manifestazioni culturali e artistiche per festeggiare in maniera adeguata i 30 anni dell’installazione dell’opera ternana, avvenuta il 3 dicembre del 1995“. Elena Proietti Trotti aggiunge: “Un artista internazionale che ha lasciato il suo segno indelebile su Terni con un’opera, il cosiddetto Obelisco, che è un unicum nel panorama internazionale. Un’opera imponente, realizzata tutta in acciaio, che è ormai uno dei simboli più belli e attrattivi di Terni. La Lancia di Luce rappresenta anche una grande stagione per la città, quella delle amministrazioni Ciaurro che hanno rappresentato un rinascimento politico, culturale e appunto artistico. Un periodo di grande fattività del quale Lancia di Luce ne è l’emblema anche della capacità delle maestranze locali dell’epoca di collaborare con un grande artista per la realizzazione della grande opera“.