Credere nei sogni e lavorare perchè si avverino. Il mantra di Andrea Vitali, amministratore delegato della TFC System, azienda ternana che si occupa di cablaggi in ambito militare, ferroviario, elettromedicale e broadcasting, è chiaro e semplice ed è questo concetto che ha portato il gruppo a sviluppare, primi al mondo, “Ai solder control”, un software di intelligenza artificiale per controllare le saldature: “Un lavoro che sin qui svolgono uomini e donne al microscopio, di grande precisione ma che richiede molto tempo – spiega Vitali, titolare dell’azienda insieme al fratello Luigi – Invece con questo sistema ottimizziamo il tempo, massimizziamo i risultati e sopratutto, utilizziamo le persone per attività più produttive e funzionali per l’azienda”
Nata cinque anni fa da uno spinoff di un’altra azienda con un passato ventennale, l’azienda conta di mettere a regime il software dal primo settembre e contemporaneamente ne ha sviluppato un altro per gestire la tracciabilità dei cavi dal primo bullone alla fine: uno “storico” che consentirà anche di verificare eventuali rotture o danneggiamenti: “E dire che tutto è nato mentre discutevo con mia figlia sull’uso di Chat Gpt per i compiti – dice Vitali – non lo conoscevo, poi l’ho studiato e mi sono messo a tavolino per capire come potessi sfruttare l’intelligenza artificiale in ambito industriale”. Così è nato il progetto, realizzato tecnicamente da due giovani laureati ternani, Michele Picchioni e Giulio Manuzzi, ex “cervelli in fuga” che oggi sono suoi soci in un’altra società, la Espresso AI, specializzata solo in intelligenza artificiale: “Lavoravano in proprio a Gran Canaria – racconta Vitali – poi complice un incontro fortuito le nostre vite si sono incrociate e oggi li ho riportati a Terni, firmando il primo contratto senza nemmeno esserci prima incontrati di persona: adesso non solo hanno realizzato questo progetto, ma insieme ne costruiamo altri: Espresso AI ha sede a Las Palmas, nelle Canarie, dove vado una volta al mese e dà lì partono altre idee”
I clienti non mancano: Tfc System ha commesse nel settore dell’elettronica militare, ferroviaria, medicale e del broadcasting e ora punta a sviluppare ancora di più il software prima di metterlo sul mercato. Nel frattempo porta avanti la sua filosofia: formazione, inclusione e valorizzazione del capitale umano: “Qui da noi lavorano 82 persone: tanti italiani, ma anche gente di tutte le nazionalità e tutte le fedi: rumeni, moldavi, indiani, albanesi, ucraini. Abbiamo iniziato con qualcuno poi dal passaparola siamo cresciuti. La nostra idea è che oltre a cercare i profili professionali che ci servono (elettricisti e cablatori, soprattutto ndr) già pronti, possiamo anche formarlo: le nostre saldatrici sono donne moldave che quando sono arrivate non sapevano nemmeno cosa fosse un bullone. Stesso vale per altri che oggi fanno i capoturno. Qui siamo un esempio di inclusione: c’è un gruppo che funziona, al di là dei Paesi, delle Fedi”. Poi ovviamente il rapporto con le scuole: “Soprattutto ci rivolgiamo ai ragazzi dell’Itt che vengono qui a fare gli stage – dice Vitali -ci siamo anche proposti per andare a fare lezioni, persino gratutiamente”
La prossima sfida? Unisce il lavoro alla passione di Vitali per i Lego: “Vorremmo riuscire a costruire un sistema di movimento automatizzato di grandi installazioni fatte con i mattoncini”. Intanto, per adesso, ci sono un gruppo di ragazzi assunti e pagati per costruirle, queste installazioni con i mattoncini Lego: “Cosa dicono gli amici quando dico loro che lavoro faccio? Quasi non ci credono”, dice timidamente una di loro.




