Il disavanzo legato alla sanità non è di 243 milioni di euro bensì’ di 34,2 milioni. La Corte dei conti, esaminando il bilancio della Regione dell’Umbria in diversi punti, contesta in questa voce i numeri sostenuti dalla giunta di Stefania Proietti. Un disavanzo nel quale i 34,2 milioni sono stati mitigati anche dall’utilizzo di fondi straordinari, partendo da uno squilibrio di 90 milioni. I 243 milioni, infatti, si riferiscono solo a una parte del sistema sanitario (le aziende sanitarie e ospedaliere), escludendo la gestione sanitaria accentrata. Tutto questo, è sufficiente per far tuonare le opposizioni, dopo mesi di battaglie per una manovra fiscale pesante sulla quale grava proprio la situazione della sanità.
AUMENTI DI SPESA OLTRE I LIMITI. Rimettendo in discussione i numeri del disavanzo, infatti, la Corte dei conti mette in discussione anche la manovra fiscale varata dalla giunta Proietti e fatta proprio in funzione di quei 243 milioni inizialmente dichiarati. Sulla manovra, l’organo di controllo contabile solleva dunque dei dubbi. Riguardo alla sanità, si fa riferimento anche ad altre criticità, come quelle sulla gestione degli incarichi e sull’aumento della spesa per incarichi libero-professionali e farmaci che supera i limiti programmati. La Corte ha sollecitato, dunque un impegno strutturale per garantire l’equilibrio finanziario e una maggiore appropriatezza dei servizi sanitari.
“RITIRARE LA MANOVRA FISCALE. Arriva subito la presa di posizione dei consiglieri regionali di opposizione, in una nota congiunta. Fanno riferimento a tutti gli aspetti esaminati dalla Corte di conti, la quale a loro dire “smentisce in modo netto e inequivocabile la narrazione costruita dalla presidente Proietti e dalla sua Giunta“. Ma sulla sanità in particolare, scrivono: “Al centro della questione c’è il presunto disavanzo sanitario di 243 milioni di euro, comunicato dalla Giunta come giustificazione per la manovra tributaria straordinaria approvata in primavera. Una cifra che la Corte smentisce in modo categorico“. Secondo la minoranza, alla situazione sarebbe stato possibile fare fronte: “La realtà dei fatti era ben diversa da quella presentata dalla giunta. Il disavanzo era già noto, circoscritto e sotto controllo, e la Regione aveva a disposizione tutti gli strumenti, tecnici e contabili, per affrontarlo“. In conclusione, una richiesta specifica: “La giunta ritiri subito la manovra fiscale e chieda scusa agli umbri“.