Marco Cecconi, responsabile regionale del dipartimento Lavoro – crisi aziendali di Fratelli d’Italia, entra nel dibattito sugli appalti pubblici a Terni, sostenendo con decisione le “sacrosante censure mosse da Confartigianato Terni” nei confronti dell’attuale gestione delle gare da parte del Comune e delle sue partecipate. “Non si tratta di una polemica di parte, ma della difesa degli interessi e dei valori di tutta la comunità”, afferma Cecconi, che denuncia un sistema che rischia di svuotare il tessuto produttivo locale e mettere in crisi l’occupazione.
“Non vorremmo essere qui a commentare ribassi abnormi, anche oltre il 30%, come nel caso dell’appalto per le manutenzioni cimiteriali affidato a una ditta di Caserta, per poco meno di 300mila euro – osserva Cecconi – a discapito di quali parametri? Qualità? Sicurezza?”.
Il riferimento è al nuovo codice degli appalti, in vigore dal 1° gennaio 2024, che secondo Cecconi “introduce strumenti per promuovere qualità, trasparenza e valorizzazione delle economie locali”, ma che l’amministrazione “sembra interpretare a singhiozzo”, preferendo bandi al massimo ribasso senza tenere conto dei criteri premiali di prossimità previsti dall’articolo 108.
“Troppi ribassi esorbitanti, troppe imprese che arrivano da chissà dove, troppo poche aziende locali invitate, proprio per non superare la soglia di imprese che obbligherebbe all’esclusione automatica delle offerte anomale”, denuncia Cecconi. E aggiunge: “Il risultato è un sistema che penalizza ciò che dovrebbe essere invece valorizzato: la qualità, la territorialità, la sostenibilità”.
Cecconi evidenzia anche “l’anomalo e ripetuto ricorso ai bandi riservati alle cooperative sociali”, che da eccezione stanno diventando regola: “Una distorsione della norma che altera la concorrenza e non garantisce affatto l’inclusione delle categorie svantaggiate, che dovrebbe essere l’unico vero obiettivo di questa riserva”.
Non manca una critica al tono delle repliche istituzionali: “Le risposte del Comune alle giuste osservazioni di Confartigianato sono sempre finalizzate a buttare tutto in caciara, tra offese e complessi di persecuzione. Anche questo stile relazionale è diventato un sistema. Ma nessuno intende soggiacere”.
Nel mirino anche la gestione degli incarichi di direzione lavori, che, secondo Cecconi, “vengono affidati a professionisti esterni, operanti a distanza, senza la necessaria presenza sul territorio. Una prassi che, in più di un caso, ha già generato disservizi con rischi di gravi conseguenze”.
“I guasti del sistema-Terni possono e devono essere contrastati”, afferma Cecconi, auspicando un’azione collettiva basata su vigilanza, denuncia e collaborazione tra imprese: “Associazioni temporanee e partnership tra aziende locali possono rappresentare una risposta concreta alla concorrenza esterna, seppur nel rispetto della sana competizione”.
Conclude con una riflessione sul piano politico: “Ogni giorno si allarga la platea di quanti a Terni hanno ben chiaro che anche la forma è sostanza. E lo stile conta”.
Maggi: pronti ad un tavolo
Intanto, una colomba di pace arriva dall’assessore ai lavori pubblici GiovannI Maggi, che annuncia la convocazione di un tavolo tecnico sugli appalti pubblici, da attivare entro il mese di settembre, con l’obiettivo di chiarire criteri e limiti nell’applicazione dell’offerta economicamente più vantaggiosa. Lo ha comunicato l’assessore ai Lavori Pubblici Giovanni Maggi, spiegando che “l’Amministrazione comunale convocherà tutte le associazioni datoriali interessate, non solo Confartigianato”.
“Il tavolo serve a dimostrare le sciocchezze dette finora da molti. Non accetteremo ricatti, ma siamo disponibili ad accogliere proposte se basate su fondamenti giuridici, non su slogan politici”.
L’assessore chiarisce che “il Comune di Terni non ha alcun interesse a penalizzare le imprese locali per pochi spicci”, ma ricorda anche che le decisioni sulle modalità di gara spettano esclusivamente al RUP e al dirigente responsabile, che ne rispondono giuridicamente ed economicamente.
Nel suo intervento, Maggi respinge le accuse di discriminazione relative alla gara per le manutenzioni dei cimiteri cittadini: “Alla manifestazione di interesse hanno partecipato cinque imprese, quattro delle quali ternane. Tutte sono state regolarmente invitate in quanto in possesso dei requisiti previsti. Non si potevano invitare altre ditte che, comunque, non avrebbero partecipato”. Inoltre, l’assessore sottolinea che “l’esclusione automatica delle offerte anomale non è stata applicabile: una ditta ternana, dopo aver chiesto l’invito, non ha poi preso parte alla gara”. Poi accusa Confartigianato di fare politica e i M5S: “Siete più esperti di banchi a rotelle che di procedure amministrative”.
Maggi difende infine la linea dell’Amministrazione e richiama all’equilibrio imposto dalla normativa vigente: “Il codice degli appalti impone una sintesi delicata tra rotazione, concorrenza e tutela delle piccole e medie imprese. L’applicazione di criteri premiali deve rispondere a esigenze reali, non a logiche territoriali”.