Piazza Tre Monumenti, Rossi: “Errore storico dimenticare i tre Tacito”

L'ex consigliere comunale e presidente dell'associazione Terni Città Futura contesta la recente interpretazione legata alla riqualificazione della piazza

Dopo il completamento dei lavori di riqualificazione di piazza Tre Monumenti, è Michele Rossi, ex consigliere comunale di Terni Civica e attuale presidente dell’associazione Terni Città Futura, a sollevare pubblicamente un forte dissenso sulla lettura storica adottata per le tre strutture centrali. “Da circa un anno – osserva Rossi – si legge frequentemente che le tre strutture della piazza sarebbero dedicate ai monumenti dei tre imperatori di origine ternana: Marco Claudio Tacito, Annio Floriano e Cocceio Nerva”.

Una narrazione che l’ex consigliere definisce “storicamente infondata” e che, a suo dire, mette a rischio la memoria collettiva e culturale della città. “Ho atteso la conclusione dei lavori, sperando che nel frattempo ci si accorgesse dell’errore. Oggi, a intervento completato, ritengo doveroso prendere pubblicamente posizione, magari prima che vengano stampati cartelli esplicativi”.

Rossi contesta in particolare l’inserimento di Cocceio Nerva tra i presunti imperatori ternani, ricordando che Nerva nacque a Narni e che la storica denominazione della piazza si rifà invece a un’altra tradizione. “La tradizione ternana è legata ai Tre Tacito, e non a tre imperatori nati a Terni”, sottolinea. A conferma, cita il parere di diversi studiosi di storia locale, che confermano l’inconsistenza del riferimento a Nerva e l’importanza invece della figura di Cornelio Tacito, celebre storico romano.

“Secondo la consolidata tradizione, i mausolei cui si rifà il toponimo della piazza erano dedicati ai Tre Tacito, compreso lo storico Cornelio”, ribadisce Rossi, ricordando come Marco Claudio Tacito, imperatore di origine ternana, si fosse autoproclamato discendente del celebre storico e avesse commissionato statue del suo illustre antenato in tutto l’Impero, compresa – forse – l’area oggi identificata con i Tre Monumenti.

Numerosi sono i riferimenti storici che sostengono questa lettura, come il documento del 1319 in cui si cita la “Porta dei Tre Monumenti”, i disegni di Francesco di Giorgio Martini nel Quattrocento, le epigrafi riportate da Lauro e Angeloni nel Seicento e la statua dello storico installata nel 1613 in Piazza Maggiore. E ancora: i medaglioni con Cornelio Tacito e Annio Floriano nella sala consiliare di Palazzo Carrara nel Settecento, poi sostituiti dopo i bombardamenti del 1944 con la sola effigie dello storico, in quella che è oggi la Biblioteca comunale.

“Tutti questi atti trovano origine in quei tre mausolei che oggi danno il nome alla piazza — anche se non è certo dove si trovassero esattamente”, afferma Rossi, che insiste sul valore della tradizione. “Cancellare da Piazza Tre Monumenti il riferimento a Cornelio Tacito è un errore contro la tradizione. Significa ignorare secoli di testimonianze e segni tangibili della memoria cittadina”.

Per Rossi, la difesa dell’identità storica locale è una responsabilità pubblica. “La tradizione è un valore. Va difesa con rigore, rispetto e consapevolezza”, conclude. L’appello si rivolge direttamente all’amministrazione e agli enti culturali, affinché si eviti una “operazione arbitraria e inedita” che rischia di riscrivere la storia locale sulla base di interpretazioni recenti, ma non fondate.

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