“Nessuna battaglia ideologica, lavoriamo per la città”. Così i capigruppo del centrodestra Roberto Pastura (Fratelli d’Italia), Francesco Ferranti (Forza Italia), Cinzia Fabrizi (Misto) e Valdimiro Orsini (Terni Masselli Sindaco), hanno presentato l’atto di indirizzo sulla questione appalti che verrà proposto nella prossima seduta in consiglio comunale
Pochi punti chiari, per distinguere la posizione da quella del centrosinistra. Se infatti entrambe le fazioni sono contro gli appalti al massimo ribasso, il centrodestra tiene a sottolineare che “l’amministrazione comunale sta agendo nella norma, quindi su questo punto ha ragione perchè la procedura al massimo ribasso è prevista. Quello che noi contestiamo è l’utilizzo esclusivo di essa, che in alcune situazioni è dannosa”.
“Possono esserci situazioni – sottolinea Pastura – in cui il massimo ribasso aiuta, ma se parliamo di appalti come lavori pubblici o manutenzioni, puntare esclusivamente sul massimo ribasso va contro il nuovo codice degli appalti, che sottolinea l’inopportunità di utilizzarla come unica soluzione. Se un comune fa questa scelta, è una scelta politica”.
Da qui la scelta di presentare un atto di indirizzo “con spirito costruttivo, che speriamo così possa venire recepita”. Ferranti affonda la lama: “Secondo non è più utile e sicuramente migliore anche sul fronte della sicurezza rocedere con l’offerta economicamente più vantaggiosa, come individuato nel codice dei contratti pubblici. Il miglior rapporto qualità-prezzo grantisce la qualità delle imprese e la realizzazione delle opere e allo stesso tempo tutela i lavoratori, sul fronte della sicurezza”.
Cinzia Fabrizi aggiunge: “L’impresa che si muove al massimo ribasso, da qualche parte risparmia: questo la espone a rischi di vario tipo: dai contenzioni, ai lavori svolti con materiali più scadenti e meno in sicurezza. Dal mondo delle imprese (fra l’altro presenti tutte ad ascoltare ndr) è partito un grido di allarme. Lo spirito dell’atto è ascoltarlo e rivedere il criterio di individuazione, stimolando una sana interlocuzione”
Infine Valdimiro Orsini: “Scegliere l’offerta economicamente più vantaggiosa darebbe anche la possibilità di suddividere i lavori in lotti, magari coinvolgendo le imprese più piccole”.
Le imprese, per l’appunto. Altro tema caldo. I capigruppo glissano sulla questione delle imprese campane che ormai dominano gli appalti ternani da dopo il Covid, ma lanciano un’altra proposta: “Proponiamo – dice Ferranti – un albo dei fornitori, al quale possono iscriversi tutte le imprese, ternane e non. Questo sarà utile perchè rappresenterà il bacino da cui scegliere in quelle situazioni sotto la soglia europea (quindi i lavori fino a 5 milioni di euro) per i quali è possibile o l’affidamento diretto (per i lavori fino a 150.000 euro) o la chiamata. Starà al comune poi pescare da quell’albo e invitare le imprese, ternane o meno. Sarà sempre, ci teniamo a dirlo, una scelta politica”.
L’atto di indirizzo
Il centrodestra nell’atto di indirizzo impegna sindaco e giunta “A promuovere una revisione delle procedure interne di progettazione e affidamento degli appalti pubblici privilegiando l’utilizzo del criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa così come previsto dal Codice dei contratti pubblici; a definire, in sede di redazione degli atti di gara, requisiti premiali legati alla qualità dell’offerta, alla sostenibilità sociale ed ambientale, all’integrità aziendale e alla premialità occupazionale; ad incentivare, anche attraverso protocolli di intesa con le associazioni di categoria, forme di partecipazione e confronto in fase di programmazione degli appalti, con l’obiettivo di garantire trasparenza, efficienza e una più ampia inclusione del tessuto imprenditoriale locale, sempre nel pieno rispetto della normativa vigente, dei principi di concorrenza, imparzialità e trasparenza; a monitorare con cadenza periodica l’andamento delle gare, i ribassi praticati e gli effetti sull’economia e sull’occupazione locale presentando annualmente un rapporto degli appalti pubblici in Consiglio comunale”.