Linea Lenta, una petizione contro la delibera inaugura l’Agosto caldissimo dei pendolari

Inizia il mese d'inferno per chi viaggia: tagli ai collegamenti e cantieri: i cittadini chiedono una moratoria sulla delibera ART per salvaguardare il diritto alla mobilità

Una petizione lanciata su Change.org sta raccogliendo consensi e firme da centinaia di pendolari umbri, contrari alla decisione di deviare sulla linea lenta tutti i treni regionali che non superano i 200 km/h. A promuoverla è Danilo Pirro, professore e utente abituale delle linee ferroviarie, già candidato alle ultime amministrative con Bandecchi. L’iniziativa nasce dalla crescente preoccupazione per i tempi di percorrenza allungati e i disagi quotidiani che potrebbero colpire migliaia di lavoratori e studenti che si spostano tra Terni e Roma.

Secondo quanto riportato nel testo della petizione, la nuova misura rischia di aumentare i tempi di viaggio di 30–40 minuti, rendendo gli spostamenti “incompatibili con le esigenze lavorative e familiari” di chi ogni giorno si affida al trasporto pubblico. I treni regionali attualmente in servizio, pur essendo “efficienti e moderni”, non superano i 160 km/h e verrebbero dunque dirottati su infrastrutture più lente e meno performanti.

La delibera in questione è stata emanata dall’Autorità di Regolazione dei Trasporti (ART) e impatterebbe in modo significativo sulle tratte regionali, in particolare quella Terni–Roma. A preoccupare è anche il possibile ritorno all’uso massiccio dell’auto privata, con le inevitabili conseguenze in termini di traffico, inquinamento atmosferico e disuguaglianza di accesso alla Capitale.

Si rischia di vanificare l’investimento pubblico di oltre 50 milioni di euro (solo dalla Regione Umbria) per l’acquisto dei nuovi treni POP da 200 km/h”, si legge nella petizione, aggiungendo che questi convogli “non saranno ancora in servizio all’entrata in vigore della norma”. Il rischio concreto, dunque, è che si impongano modifiche pesanti alla mobilità prima che i mezzi idonei siano operativi, aggravando la situazione dei pendolari.

La protesta  richieste precise. Prima fra tutte, una “moratoria immediata dell’applicazione della delibera ART fino all’entrata in servizio dei nuovi treni abilitati alla Direttissima”. Si chiede inoltre il mantenimento delle attuali tracce orarie sulla Direttissima, almeno nelle fasce orarie di punta, e l’apertura urgente di un tavolo interistituzionale che coinvolga Ministero dei Trasporti, ART, RFI, Trenitalia, le Regioni interessate (Umbria e Lazio), oltre ai rappresentanti dei pendolari e alle amministrazioni locali.

Agosto di Fuoco

I disagi non si fermano alla delibera ART. A complicare ulteriormente la situazione vi è l’avvio dell’installazione del nuovo sistema ERMS, tecnologia che punta a migliorare il controllo e la sicurezza del traffico ferroviario, ma che richiede l’interruzione di alcune tratte. A questo si aggiunge il cantiere per il raddoppio della Ancona–Orte, nel tratto Fabriano–Castelplanio, che comporterà la sospensione della circolazione tra Fabriano e Castelplanio e tra Foligno e Terni.

Dal 6 agosto al 6 settembre saranno cancellati treni chiave per i collegamenti tra Umbria e Lazio: “Non ci sarà il treno che passa da Foligno alle 9.18, a Spoleto alle 9.36, a Terni alle 10 e arriva a Roma Termini alle 11. E non ci sarà neanche il collegamento da Roma Termini alle 17.25 che raggiunge Terni alle 18.28, poi Spoleto alle 18.51 e Foligno alle 19.07”.Ad aggravare la situazione anche i lavori sui binari 1-2 Est per consolidamento della banchina, che per tutto il mese di agosto (fino al giorno 11) vedranno cancellate tutte le fermate a Roma Termini. Il capolinea per tratte destinate all’Umbria sarà quindi Roma Tiburtina,

A fronte delle cancellazioni, saranno introdotti bus sostitutivi, ma con numerose incertezze. Secondo quanto scrive Trenitalia, “l’orario dei bus può variare in funzione delle condizioni del traffico stradale”, generando malcontento e ulteriore imprevedibilità nei tempi di percorrenza. Le tratte coinvolte nei servizi sostitutivi includono Terni–Foligno, Terni–Rieti, Terontola–Foligno, Foligno–Ancona e Terni–Orte.

Le voci dei pendolari, amplificate dai social e dalle pagine Facebook dedicate al trasporto locale, raccontano di informazioni frammentarie, attese imprevedibili e mancanza di comunicazione chiara. In una regione dove il treno rappresenta per molti l’unica alternativa accessibile e sostenibile all’auto privata, la somma di queste criticità rischia di compromettere il diritto stesso alla mobilità.

In occasione del Giubileo dei giovani, domenica 3 agosto è stato previsto un potenziamento temporaneo, con l’inserimento di un treno straordinario in partenza da Foligno alle 15.37 e arrivo a Roma Termini alle 18.20, con ritorno alle 18.40 e un ulteriore collegamento Foligno–Perugia alle 23.25. Ma si tratta di misure una tantum, insufficienti ad affrontare l’emergenza strutturale che coinvolge l’intero sistema ferroviario regionale.

I nuovi treni “pop” ad alta velocità arriveranno in parte a Marzo 2026 e in parte a fine 2025: le richieste dei pendolari e della Regione sono in questo senso chiare: evitare che l’Umbria resti isolata a perda tracce importanti, che non riavrebbe più

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