Case popolari, per Barcaioli la legge è da rifare

L'assessore: "Non si può escludere chi ha un membro familiare non incensurato"

La legge regionale legata alle graduatorie per assegnare le case popolari è da modificare. Lo dice l’assessore regionale al welfare, Fabio Barcaioli, citando situazioni particolari, legate alle graduatorie stilate dalle commissioni comunali, la più recente delle quali pubblicata dal Comune di Terni. Situazioni che, secondo lo stesso assessore, dimostrano che è “urgente procedere con la modifica della legge approvata dalla giunta Tesei“. Si contesta l’inserimento di requisiti tali da comportare l’esclusione di un gran numero di domande. “In questo modo – dice – si generano vere e proprie ingiustizie sulla pelle di nuclei familiari in forte difficoltà”.

Un esempio è l’articolo 29, che chiede che tutti i membri del nucleo familiare di chi richiede l’alloggio siano totalmente incensurati. “Questo – dice l’assessore regionale – porta a escludere persone senza nessuna colpa, come minori o persone con disabilità anche gravi, dall’assegnazione di un alloggio a causa di reati anche lievi, oppure commessi anche in epoche remote e già scontati da qualcuno presente nello stato di famiglia. Il caso della famiglia ternana con più persone con disabilità è il più eclatante e non è neanche l’unico. Ci sono altri requisiti inapplicabili o addirittura già giudicati incostituzionali da varie sentenze“. Fabio Barcaioli fa riferimento al bisogno sempre crescente di alloggi, che impone di cambiare le cose, per evitare che famiglie particolarmente bisognose vengano escluse oppure costrette a restare in situazioni precarie per ostacoli burocratici. “Non è neanche possibile – dice – che i cittadini debbano assistere allo scaricabarile tra istituzioni pubbliche dove gli assessori comunali alla casa si giustificano scaricando la colpa sulla legge regionale salvo poi, quando proposi di cambiare la legge nella direzione oggi auspicata, votarono contrariamente, come avvenuto in seno al Consiglio delle Autonomie Locali. Riteniamo questo un tema estremamente urgente da risolvere e la nostra proposta di cambiamento della legge ha già svolto con velocità il suo iter e presto arriverà in Consiglio“. Si pensa a modifiche in grado di attivare anche i bandi per le emergenze abitative, per venire incontro a coloro che hanno bisogno ma sono stati esclusi.

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