Rischia di diventare un vero e proprio caso politico la mancata ripiantumazione delle pineta di Viale Centurini. Il comunicato ferragostano del coordinatore comunale di Forza Italia Antonio De Angelis, con annesso botta e risposta col Comune ha acceso un dibattito dopo il controverso abbattimento di circa 90 alberi. Già a suo tempo la questione era stata portata in consiglio comunale dal Pd, ma gli assessori Maggi e Iapadre hanno provato dare una spiegazione.
Rispondendo sui social alle critiche, i titolari di lavori pubblici e verde, hanno risposto che “i rilievi condotti dagli agronomi hanno rilevato criticità importanti nel sottosuolo”. Secondo quanto emerso, sotto l’area della pineta sarebbero presenti scorie siderurgiche, già riscontrate anche in altre zone del territorio ternano, una situazione che potrebbe rendere impossibile procedere con la riforestazione.
Dichiarazioni alle quali replica Roberto Pastura, capogruppo di FdI a Palazzo Spada: “Mentre in tutto il mondo e sempre più spesso anche in Italia – dichiara il capogruppo di Fdi Roberto Pastura – si investono risorse e competenze nella riforestazione urbana e nella fitobonifica delle aree compromesse, a Terni si assiste ad un fatto paradossale: il divieto di ripiantare alberi proprio dove ce ne sarebbe più bisogno” dice in una nota.
Entrando poi nel merito del divieto rilancia: “La tesi non solo è discutibile, ma rappresenta anche un clamoroso autogol politico e culturale. La scienza, e in particolare la fitogenetica, ha da tempo dimostrato come proprio nei contesti ambientali compromessi – dove il suolo presenta livelli più o meno gravi di contaminazione – la piantumazione mirata sia non solo possibile, ma addirittura auspicabile”, dice portando ad esempio la Laguna di Venezia e Taranto.
“Rinunciare alla ripiantumazione significa allora perdere una doppia occasione: da un lato, quella di ripristinare un prezioso polmone verde urbano; dall’altro, quella di dimostrare che anche una città con un’eredità industriale può imboccare con coraggio e intelligenza la strada della transizione ecologica senza quegli inutili isterismi anti-fabbrica”, dice annunciando una interrogazione nella quale chiede conto dei fondamenti su cui si baserebbe il divieto.
Ci mettono il carico a loro volta la Guardia Nazionale Ambientale e l’associazione Aiace (Associazione Italiana Assistenza Consumatore Europeo) hanno chiesto trasparenza e risposte immediate, rivolgendo un appello congiunto a istituzioni e cittadini: “Da quanto tempo queste scorie si trovano nel terreno? Quali sono le potenziali conseguenze ambientali e sanitarie? Chi doveva vigilare? Chi è responsabile?”. Le due associazioni sottolineano che “è indispensabile individuare le responsabilità, fare fronte comune e dare risposte rapide a tutela della salute pubblica”.
E intanto, sempre in tema di verde e di alberi, alle 19 del 19 agosto davanti all’ingresso de La Passeggiata, lato Porta Sant’Angelo, andrà in scena una manifestazione spontanea contro l’annunciato abbattimento di 18 alberi nel parco cittadino.