È stato iscritto nel registro degli indagati con l’accusa di soppressione di cadavere il 56enne G.C., genero della 71enne Enza Delli Gatti, ritrovata senza vita nel tardo pomeriggio di lunedì in un terreno adiacente all’abitazione di famiglia, situata nella frazione I Caroci, nel comune umbro di Arrone. A portare alla scoperta del corpo è stata la figlia della vittima, rientrata pochi giorni prima a Montella (Avellino), città d’origine della famiglia. Preoccupata per l’assenza di notizie, si è rivolta ai carabinieri, segnalando la scomparsa della madre.
L’iniziale pista investigativa si è concentrata su un possibile caso di persona scomparsa, ma gli inquirenti, man mano che raccoglievano indizi, hanno orientato le ricerche verso un esito ben più drammatico. Giunti nell’abitazione, i militari hanno trovato la salma interrata nei pressi di un muro di contenimento, esattamente nel punto indicato da G.C., presente al momento del sopralluogo. La casa di campagna dove si è verificato il ritrovamento si trova a pochi metri dal confine tra Umbria e Lazio.
Le indagini sono condotte dai carabinieri del Nucleo investigativo del comando provinciale di Terni, sotto il coordinamento del sostituto procuratore Raffaele Pesiri. Al momento l’ipotesi di reato riguarda esclusivamente la soppressione di cadavere. Tuttavia, ulteriori sviluppi potrebbero emergere a seguito degli esami medico-legali, affidati formalmente al dottor Massimo Lancia e previsti per giovedì. Si cercherà di stabilire le cause della morte e la data precisa del decesso, che secondo le prime ipotesi risalirebbe a diversi mesi fa.
Delli Gatti si era trasferita da tempo nella casa di Arrone per vivere con la figlia e il genero. Le ultime segnalazioni sulla sua presenza risalgono all’agosto dell’anno precedente, quando fu accompagnata dai familiari al pronto soccorso dell’ospedale di Terni a causa di un malore. Da allora, di lei non si sono più avute notizie. Nessuno, fino a pochi giorni fa, aveva segnalato la sua scomparsa.
Un elemento ritenuto rilevante dagli inquirenti è la regolare erogazione della pensione della donna da parte dell’INPS, nonostante fosse già deceduta. Gli investigatori stanno verificando se qualcuno abbia continuato a percepire l’assegno pensionistico dopo la sua morte e, in caso affermativo, chi ne abbia usufruito.
Nel frattempo, i carabinieri hanno ascoltato diverse persone nell’ambito dell’inchiesta, comprese persone vicine alla famiglia, residenti del luogo e conoscenti. Le testimonianze raccolte serviranno a ricostruire i rapporti familiari, le dinamiche interne all’abitazione e la quotidianità della 71enne. Il contesto si presenta particolarmente articolato, con una rete di legami familiari estesa tra Montella, l’Umbria e altre regioni italiane, che comprende figli, fratelli, nipoti e parenti acquisiti.