L’installazione di una nuova antenna 5G nella frazione di Canale, nel comune di Orvieto, accende la protesta dell’associazione Amici della Terra – sezione locale. Il gruppo ambientalista ha espresso netta contrarietà al progetto, avanzando preoccupazioni per possibili conseguenze sanitarie e ambientali. La posizione ufficiale è stata comunicata subito dopo l’incontro pubblico tenutosi lo scorso 29 luglio, durante il quale il tema è stato al centro di un acceso dibattito con la cittadinanza.
Il progetto rientra nel Piano Italia 5G ed è stato approvato da Arpa, Usl e Regione Umbria, autorità che ne hanno autorizzato la realizzazione. Tuttavia, secondo l’associazione, le autorizzazioni non sono sufficienti a dissipare i timori della popolazione. Amici della Terra chiede una valutazione più accurata dell’impatto sanitario e ambientale dell’impianto, sottolineando come la trasparenza e la tutela dei cittadini debbano avere la priorità.
«È nostro dovere tutelare il benessere della comunità», ha dichiarato la presidente del gruppo, annunciando che è già stato incaricato un legale esperto in diritto ambientale per procedere con un accesso agli atti, finalizzato a verificare l’iter autorizzativo dell’infrastruttura. In caso di anomalie o mancanze nella documentazione, l’associazione si dice pronta ad agire per vie legali, sia in sede amministrativa che giudiziaria, per difendere i diritti dei residenti di Canale.
L’opposizione non è rivolta alla tecnologia in sé, precisa l’associazione, bensì alla mancanza di garanzie preventive e alla necessità di un approccio più prudente rispetto a una tecnologia le cui emissioni elettromagnetiche a lungo termine non sono ancora del tutto conosciute. «Lo sviluppo digitale è importante, ma non può venire prima della salute», ha aggiunto la presidente, invitando la popolazione a restare vigile e coinvolta nei futuri sviluppi.
Amici della Terra Orvieto ha inoltre annunciato nuove iniziative pubbliche, con l’obiettivo di informare e aggiornare i cittadini sull’evoluzione del progetto e sulle azioni intraprese. La volontà è quella di proseguire il dialogo con le istituzioni locali, regionali e sanitarie, ribadendo un approccio che non si oppone all’innovazione, ma che chiede l’applicazione del principio di precauzione, soprattutto in zone residenziali.
Il caso di Canale si inserisce in un contesto più ampio, in cui il tema del 5G continua a generare confronto e discussione, sia in Italia che in Europa, tra sostenitori della digitalizzazione e movimenti che chiedono maggiori tutele e informazioni. Per l’associazione, l’obiettivo rimane uno: “assicurare che ogni scelta infrastrutturale venga accompagnata da verifiche rigorose e partecipazione pubblica”.
Poi come andate su facebook senza 5G!