Morte Andrea Fiorelli, gli avvocati del figlio: “Basta calunnie, è stato suicidio”

Ravasio e  Donzelli rispondono al collega Finotto: "Realtà completamente diversa rispetto a quella presentata, lo dicono i messaggi". Il 4 Settembre le esequie

Si accende la polemica sulla morte di Andrea Fiorelli, il finanziere trovato morto nei giorni scorsi a Prisciano.  del quale il 4 settembre  alle ore 15.30 saranno celebrate le esequie a Borgo Bovio. I rapporti col figlio Lorenzo Fiorelli restano tutti da chiarire.

Gli investigatori mantengono aperte due piste: l’omicidio e il suicidio e in particolare è stato aperto dalla Procura un fascicolo per omicidio contro ignoti. Ma dopo le dichiarazioni rilasciate ieri ad UmbriaOn e Corriere dell’Umbria da Massimo Oreste Finotto, in qualità di amico della vittima, intervengono Salvatore Francesco Donzelli e Marco Ravasio, legali del figlio di Fiorelli, Lorenzo.

Innanzitutto sottolineano che Finotto è anche il legale di Giulia Fiorelli, sorella di Lorenzo e poi tornano all’attacco: ” Si è voluta accreditare l’immagine di un uomo privo di problematiche psichiatriche e privo di intenti suicidari- scrivono -Tuttavia, la documentazione in nostro possesso e i messaggi inviati dal Sig. Andrea Fiorelli al figlio Lorenzo mostrano una realtà completamente diversa”.

I due legali precisano anche la dichiarazione relativa alla presunta nomina di un amministratore di sostegno per il padre di Fiorelli: “Dal messaggio inviato da Andrea Fiorelli al figlio Lorenzo il 1° agosto 2025, emerge con chiarezza che il sig. Andrea intendeva procedere a un proprio ricovero psichiatrico (e non in cardiologia) finalizzato ad avviare la propria interdizione personale. Nei giorni del 19 e del 21 agosto 2025, Andrea Fiorelli ha trasmesso al figlio Lorenzo cinque messaggi nei quali ha espresso esplicitamente la volontà di porre fine alla propria vita. Lorenzo, in tutte le occasioni, ha tentato più volte di farlo desistere, anche fornendogli (giovedì 21 agosto) i contatti di assistenza psicologica e psichiatrica reperiti tramite ricerca su interne”.

Ravasio e  Donzelli sottolineano che “il contenuto dei messaggi inviati al figlio Lorenzo e i comportamenti tenuti da Andrea Fiorelli nell’ultimo periodo, denotano un quadro clinico fortemente compromesso, evidenziando convinzioni non corrispondenti alla realtà”. In particolare si fa riferimento al fatto che Fiorelli affermava “di essere seguito, filmato e insultato da persone sconosciute, ragazzi e medici, fotografato in strada con telecamere e treppiedi, seguito da impianti di videosorveglianza ed inserito arbitrariamente in piattaforme social” e di essere vittima di una sorta di ““grande fratello cinese” da parte di più persone, facendo – in modo non comprensibile – riferimento ad impronte digitali carpite e ad una carta di identità”

Questioni che secondo i legali del figlio evidenziano la difficile condizione psicologica del padre: “Quanto alle riferite presunte manomissioni del computer, nessun messaggio inviato da Andrea Fiorelli al figlio fa riferimento a timori relativi a intrusioni nel proprio computer”, aggiungono

I legali inoltre sottolineano come anche la frase “tu muori” pronunciata da Lorenzo verso il padre nell’Aprile scorso faccia riferimento ad un episodio isolato al quale poi non sono seguite pià liti e che non si può collegare alla morte di Fiorelli, “che aveva preannunciato più volte il suicidio”.

E ancora: “È opportuno ricordare che Lorenzo Fiorelli non ha mai attribuito sospetti o responsabilità alla sorella Giorgia – scrivono – nonostante i toni estremi da quest’ultima utilizzati in un messaggio inviato al fratello Lorenzo il 18 agosto 2025, nel quale Giorgia giurava che se i genitori avessero provato ancora a prendere il telefono per fare chiamate improprie al 112, lei li avrebbe ammazzati come cani”. Secondo i legali, il messaggio ” va contestualizzato nel clima familiare difficile e non può essere letto quale proposito criminoso. Ma questo discorso vale ovviamente anche per Lorenzo Fiorelli.”

La nota si chiude parlando di “strumentalizzazione mediatica di un dramma familiare che non può e non deve diventare terreno per acquisire visibilità personale a discapito della verità dei fatti: Lorenzo,  che ha subito con grande sofferenza, e non certo causato, la perdita del proprio padre – tanto che è persona offesa nel procedimento penale avviato dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Terni – non è più disposto a tollerare attacchi, offese, calunnie e illazioni di alcun genere e da parte di chicchessia. Qualora questo stillicidio mediatico dovesse proseguire, si riserva di agire nelle sedi competenti nei confronti di tutti i responsabili”

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